I palestinesi a Gaza chiedono ad Hamas di accettare il piano di Trump
I palestinesi di Gaza esprimono un crescente desiderio affinché Hamas accetti il piano proposto dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. A riferirlo è il New York Times, citando le testimonianze di vari abitanti di Gaza City. «Hamas deve dire di sì a questa offerta: abbiamo già attraversato l’inferno», ha dichiarato Mahmoud Bolbol, 43 anni, operaio edile rimasto a Gaza City durante la guerra con i suoi sei figli in una casa semidistrutta, riporta Attuale.
La situazione nella striscia di Gaza è drammatica: Nasayem Muqat, 30 anni, ha raccontato di aver fuggito lunedì da Gaza City verso il sud con la sua piccola figlia Selene, a causa dell’intensificarsi degli attacchi israeliani. «Stiamo morendo per niente e a nessuno importa di noi», ha dichiarato. Abdelhalim Awad, 57 anni, proprietario di un panificio a Deir al Balah, ha sottolineato che accetterebbe praticamente «qualsiasi prezzo» pur di porre fine al conflitto. «Ad Hamas non importa di ciò che pensa la gente o dell’opinione pubblica. Se ne avessero avuto cura, non saremmo in questa situazione», ha aggiunto.
Un altro cittadino, Mahmoud Abu Mattar, 35 anni, ha espresso la speranza che gli Stati Uniti possano costringere Hamas ad accettare l’accordo, affinché sia il gruppo islamista che Israele rispettino i termini stabiliti. «Il mio desiderio è che Trump imponga questa realtà su entrambe le parti, direttamente, senza dare scelta», ha dichiarato Abu Mattar, che in passato vendeva elettrodomestici a Gaza City. Ha inoltre criticato i negoziatori, affermando: «Quelli che negoziano per me sono seduti in stanze con aria condizionata. Non sono loro quelli che vivono nella sabbia, che camminano per mezz’ora per andare a prendere l’acqua o che cercano un sacco di farina e vengono uccisi», ha concluso.
Questo è davvero imbarazzante… La gente costretta a chiedere a Hamas di accettare un piano? Ma dove siamo arrivati? La sofferenza di quegli abitanti è incommensurabile e qui stiamo parlando di negoziati e scelte politiche che sembrano lontane dalla realtà. È ora di ascoltare le voci di chi vive l’inferno quotidianamente.