I quattro misteri dell’omicidio di Federica: orario del delitto, premeditazione, complice ignoto e arma scomparsa

25.01.2026 01:55
I quattro misteri dell’omicidio di Federica: orario del delitto, premeditazione, complice ignoto e arma scomparsa

Omicidio di Federica Torzullo: la versione di Carlomagno sotto esame

Una grave questione di omicidio ha colpito Anguillara Sabazia, con il procuratore di Civitavecchia, Alberto Liguori, che ha definito la ricostruzione dell’assassino reo confesso, Claudio Carlomagno, sull’omicidio della moglie Federica come parziale e piena di buchi. Sono emersi almeno quattro interrogativi senza risposta. Il primo riguarda il momento in cui si è verificato il femminicidio. Secondo il marito, l’omicidio sarebbe avvenuto la mattina del 9 gennaio, intorno alle 6.15-6.30, nel bagno, dopo il risveglio. Tuttavia, la realtà fa emergere maggiori credibilità per la tesi che il delitto sia avvenuto la sera prima, riporta Attuale.

I due letti della residenza di via Costantino 9 ad Anguillara erano perfettamente rifatti, suggerendo che nessuno vi avesse dormito. Se Federica fosse stata assassinata appena dopo il risveglio, è difficile immaginare come Carlomagno avrebbe potuto pulire, cambiare le lenzuola e lavare i vestiti. Questo ha spinto gli investigatori a considerare la possibilità che l’omicidio sia avvenuto la sera precedente.

Riscontri dell’autopsia e tesi premeditata

Ulteriori chiarimenti sono emersi dall’autopsia, che ha rivelato nel corpo di Federica residui di cibo compatibili con una cena recente. Questo indizio propone una data del decesso nella serata dell’8 gennaio, piuttosto che la mattina del giorno seguente. La Procura di Civitavecchia sta, dunque, convergendo sulla tesi dell’omicidio avvenuto in casa prima di andare a letto, contraddicendo la versione di una violenza all’alba.

Se questa ipotesi si rivelasse corretta, Carlomagno avrebbe avuto tutta la notte per pulire la scena del crimine e preparare un falso alibi per giustificare la “scomparsa” della moglie. Si parlerebbe, allora, non di un impulsivo litigio, ma di un piano orchestrato che avrebbe richiesto ore di preparazione, avvalorando l’ipotesi di premeditazione.

Possibile complice e dettagli inquietanti

Un altro aspetto da considerare è la presenza di un possibile complice. La Procura ha mantenuto aperta la questione senza rilasciare dettagli specifici. Non si tratta di cercare un secondo omicida, bensì qualcuno che potrebbe aver assistito Carlomagno nello spostamento del corpo o nella distruzione di prove. L’attenzione si è focalizzata sul padre di Carlomagno, Pasquale, che avrebbe visitato la casa poco dopo l’omicidio, ma il suo suicidio ha complicato le indagini.

L’arma del delitto ancora dispersa

Infine, rimane il nodo dell’arma del delitto, un coltello che Carlomagno afferma di aver gettato in un torrente vicino a Osteria Nuova. I carabinieri, supportati da squadre subacquee e metal detector, stanno perlustrando l’area, nonostante finché il coltello non sarà rinvenuto, sussisterà un grande interrogativo. La scomparsa del telefono di Federica, insieme all’arma, suggerisce un tentativo di occultamento meticoloso e premeditato, piuttosto che un atto impulsivo.

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