I Testimoni di Geova rivedono il divieto di trasfusioni di sangue per accedere a cure mediche

22.09.2026 12:35
I Testimoni di Geova rivedono il divieto di trasfusioni di sangue per accedere a cure mediche

Rivoluzione tra i Testimoni di Geova: ok a donazioni e trasfusioni di parti di sangue

Il movimento cristiano dei Testimoni di Geova ha comunicato una revisione significativa del suo controverso divieto riguardante le trasfusioni di sangue. Secondo la nuova direttiva, i membri possono ora donare e ricevere globuli rossi, globuli bianchi, plasma e piastrine, ma non sangue intero, riporta Attuale.

Questa modifica consente ai Testimoni di Geova di accedere a cure mediche più avanzate che fanno uso di specifici componenti del sangue, una pratica ormai comune nelle strutture ospedaliere dei paesi sviluppati. Tale innovazione potrebbe migliorare notevolmente le opzioni di trattamento e, in alcune situazioni, persino salvare vite.

I Testimoni di Geova sono ora autorizzati a donare sangue, pur consapevoli che il materiale donato sarà probabilmente trattato in laboratorio e suddiviso in componenti. Tuttavia, rimane incerta la questione se debbano ricevere una garanzia formale da parte dei centri trasfusionali, un requisito che potrebbe complicare questa scelta.

Geoffrey Jackson, un esponente del movimento, ha sottolineato in un video che tale donazione di parti di sangue rappresenta una scelta volontaria per i cristiani e può rimanere privata, e continua a rispettare i precetti biblici. In una breve introduzione, ha evidenziato l’importanza dell’aiuto ai fedeli in aree recentemente colpite da disastri naturali: «Il nostro amore per le persone ci motiva a predicare, ma ci spinge anche a prenderci cura di chi sta affrontando delle difficoltà», ha affermato.

Fondato negli Stati Uniti nel XIX secolo, il movimento conta 9,2 milioni di seguaci in tutto il mondo, di cui 252mila in Italia. Questa revisione potrebbe generare confusione tra i membri, riconosciuto anche dallo stesso dirigente nel video. Il divieto delle trasfusioni di sangue esisteva fin dalla Seconda guerra mondiale, basato su un’interpretazione della Bibbia che vieta ai cristiani di «assumere» sangue, con violazioni che possono portare all’espulsione dalla comunità.

Questo divieto, fino ad oggi, era uno degli aspetti più riconosciuti dei Testimoni di Geova, insieme alla loro attività di evangelizzazione e alle pratiche severe. In un’intervista alla Stampa, una ex Testimone ha raccontato la tragica storia di un bambino di 18 mesi morto a causa della rigorosa osservanza di tale divieto, seguito dalla morte dei suoi genitori, con i quali aveva interrotto i rapporti.

Nel mese di marzo, l’organo direttivo aveva già autorizzato i membri a prelevare e conservare il proprio sangue per future cure mediche, ma non per essere utilizzato da altri. Uno studio del 2011 ha evidenziato che la mortalità tra i Testimoni di Geova con anemia grave era del 20,4%, rispetto all’1,9% tra coloro che avevano ricevuto trasfusioni di sangue.

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