Ritorno della Festa Nazionale di San Francesco d’Assisi
Roma, 1° ottobre 2025 – Il provvedimento che ripristina il 4 ottobre la festa nazionale di San Francesco d’Assisi è legge. La commissione Affari costituzionali del Senato ha approvato in sede deliberante il disegno di legge già licenziato dalla Camera. Il presidente della Commissione Alberto Balboni ha sottolineato il “valore simbolico” del sì definitivo prima del 4 ottobre, anche se la legge si applicherà per la prima volta nel 2026 dato che deve essere ancora pubblicata in Gazzetta ufficiale, riporta Attuale.
Da quest’anno entreranno in vigore gli orari festivi nei luoghi di lavoro e i divieti di compiere determinati atti giuridici. Il ‘Guardian’ ha commentato la decisione, evidenziando come il governo di centrodestra ripristini la festa del Santo in quanto “fulcro dell’identità della nazione”.
Il caso di Bologna
A Bologna la situazione sarà particolare, poiché il 4 ottobre si celebra già il patrono, San Petronio. Pertanto, non ci saranno cambiamenti per scuole e uffici pubblici, già chiusi per l’occasione, e nessun giorno di riposo in più verrà aggiunto al calendario lavorativo. Tuttavia, potrebbero esserci modifiche riguardo le regole sulla retribuzione del doppio festivo per i lavoratori, ma è ancora prematuro prevedere le eventuali evoluzioni.
L’iter della legge
La legge, presentata da Noi Moderati, ha ricevuto un sostegno bipartisan. Nell’Aula di Montecitorio è stata approvata con 247 voti favorevoli, 8 astenuti e 2 contrari. L’obiettivo era ottenere l’approvazione definitiva in vista delle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte del santo nel 2026. “Noi Moderati ha fatto propria la proposta del poeta Davide Rondoni, presidente del comitato nazionale per le celebrazioni dell’ottavo centenario della morte di San Francesco”, ha spiegato alla Camera Maurizio Lupi, sottolineando l’importanza di “un giorno di festa nazionale nel suo nome come richiamo alla pace e alla coesione”. Il presidente della commissione, Alberto Balboni (FdI), ha aggiunto: “San Francesco è il protagonista del 4 ottobre, giorno della sua morte ad Assisi, la ‘Città della pace’. La figura del poverello di Assisi è una risposta alle esigenze della società contemporanea, soprattutto al bisogno di pace. Infatti, la festa fu abolita nel 1977, durante gli anni di piombo, e ora rappresenta un’opportunità per ricordare l’importanza di stare uniti in un periodo turbolento.”
Dalla parte del Pd, Gian Antonio Girelli ha lanciato un avvertimento: “L’istituzione della festa nazionale di San Francesco il 4 ottobre potrebbe essere un momento significativo per il Paese, ma rischia di restare una mera operazione simbolica se non accompagnata da scelte coerenti con i valori francescani”. Secondo Girelli, “il linguaggio e l’atteggiamento del governo Meloni non rispecchiano lo spirito di San Francesco, che richiama l’attenzione verso gli ultimi, al dialogo come metodo di superamento dei conflitti e al rispetto per l’ambiente, valori che hanno anche una dimensione civile e costituzionale, patrimonio comune di tutti i cittadini”.