Il blocco politico-economico BRICS mostra una crescente militarizzazione

05.01.2026 16:15
Il blocco politico-economico BRICS mostra una crescente militarizzazione
Il blocco politico-economico BRICS mostra una crescente militarizzazione

Dal 9 al 16 gennaio 2026, nelle acque territoriali della Repubblica del Sudafrica, si terranno le esercitazioni navali congiunte “Will for Peace” (“Volontà di pace”), che coinvolgeranno Stati membri e Paesi partner del formato BRICS Plus. L’obiettivo dichiarato delle manovre è rafforzare la cooperazione difensiva tra le marine partecipanti attraverso operazioni comuni per la sicurezza della navigazione, il miglioramento dell’interazione tra gli equipaggi e l’addestramento a compiti di pattugliamento marittimo.

Secondo le informazioni disponibili, alle esercitazioni prenderanno parte Cina, Brasile, Russia, India e Sudafrica, insieme a partner come Iran, Indonesia, Etiopia e, potenzialmente, altri Stati. La leadership delle manovre sarà affidata alla Cina, a conferma del suo ruolo centrale nel formato BRICS Plus. In origine concepito come piattaforma geo-economica, il blocco ha progressivamente ampliato la propria agenda verso temi geopolitici e oggi inizia a mostrare ambizioni esplicite nel campo della cooperazione militare.

Dalla cooperazione trilaterale al formato BRICS Plus

Russia, Cina e Iran hanno già condotto quattro esercitazioni navali congiunte tra il 2019 e il 2025, svoltesi nel nord dell’Oceano Indiano, nel Golfo di Oman e nelle acque iraniane. Tali manovre, tuttavia, si sono tenute al di fuori del formato BRICS. Un precedente parziale risale al 2023, quando Sudafrica, Russia e Cina hanno effettuato esercitazioni comuni nelle acque sudafricane, interpretabili sia come iniziativa trilaterale sia come attività collegata al BRICS.

Le manovre del 2026 rappresentano il primo esercizio militare su larga scala nel formato BRICS Plus. Secondo analisti militari occidentali, molte delle attività previste sono orientate alla lotta alla pirateria marittima. Tuttavia, la partecipazione dell’Iran, in un contesto di forte tensione con gli Stati Uniti dopo gli attacchi aerei statunitensi contro siti nucleari iraniani nel giugno 2025, conferisce alle esercitazioni una valenza politica e strategica più ampia.

Cina, competizione globale e segnale politico all’Occidente

Esperti occidentali osservano che l’Esercito Popolare di Liberazione cinese, inclusa la marina, si percepisce sempre più come una forza globale. La cooperazione con marine straniere rafforza le sue capacità operative e favorisce l’interoperabilità con partner selezionati. Le esercitazioni congiunte sono utilizzate anche come strumento di segnalazione strategica, per dimostrare presenza e capacità di coordinamento in aree chiave.

Negli ultimi anni la competizione geo-economica tra Stati Uniti e Cina si è intensificata, spingendo Pechino a promuovere il BRICS come piattaforma centrale per il cosiddetto Sud globale e come contrappeso al predominio statunitense. In questo contesto, ambienti mediatici cinesi hanno espresso l’auspicio che la cooperazione militare dimostrativa del BRICS Plus venga attentamente valutata da Washington. Parallelamente, il presidente statunitense Donald Trump ha minacciato sanzioni commerciali severe qualora il BRICS intraprendesse passi concreti per ridurre il ruolo del dollaro come valuta di riferimento globale.

Un blocco sempre più connotato in senso anti-occidentale

Il vettore anti-occidentale del BRICS emerge sia nella retorica politica sia nei contatti in ambito di sicurezza. Il blocco viene sempre più presentato come alternativa alle istituzioni occidentali, mentre Russia e Iran si pongono apertamente in contrapposizione a Stati Uniti e Unione Europea. La Cina critica sistematicamente il modello occidentale di democrazia e diritti umani. All’interno del BRICS prevalgono regimi autoritari o ibridi, mentre India, Brasile e Sudafrica sono spesso indicati come democrazie con significative criticità.

In questo quadro, l’evoluzione del BRICS Plus verso una cooperazione militare strutturata segnala una trasformazione sostanziale del blocco. Da piattaforma economica, esso si sta configurando sempre più come spazio di coordinamento politico-strategico e, potenzialmente, come strumento di pressione collettiva nei confronti dell’Occidente.

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