Il campionato di calcio libico si svolge a Milano senza pubblico

30.07.2025 19:05
Il campionato di calcio libico si svolge a Milano senza pubblico

Il Campionato Libico all’Arena Civica di Milano

Martedì scorso, si sono incontrate due rappresentative di calcio provenienti dalla Libia, l’al Ittihad di Tripoli e l’as Swehly di Misurata, all’Arena Civica di Milano per una partita della fase finale del campionato libico. La sfida si è conclusa con una vittoria di 3-2 per l’al Ittihad, nonostante l’assenza in campo del loro miglior giocatore, l’egiziano Mahmoud Abdel Moneim, noto come Kahraba, un soprannome che in arabo significa elettricità, in riferimento alla sua vivacità sul campo, riporta Attuale.

Questa fase finale del campionato si svolge in Italia a porte chiuse. Le partite vengono trasmesse in diretta in Libia e, nel corso dell’evento, le pubblicità sui pannelli digitali a bordo campo sono state presentate in arabo.

Un aspetto bizzarro è la partecipazione di squadre da tutta la Libia, nonostante il paese sia attualmente diviso tra due governi in conflitto. L’Italia riconosce solamente il governo di Tripoli, che controlla l’area occidentale, ma mantiene anche rapporti informali con il governo del generale Khalifa Haftar, che guida la parte orientale del paese. Questo è evidenziato anche dal programma di addestramento dei soldati di Haftar presso le basi militari italiane in Toscana e Sardegna. Pertanto, l’invito dell’Italia ad ospitare il campionato libico può essere interpretato come un tentativo di esercitare influenza su entrambi i governi.

Storicamente, l’al Ittihad ha prevalso sull’as Swehly, tuttavia, negli ultimi tre anni, la situazione si è invertita, rendendo la partita di martedì un confronto equilibrato. Infatti, all’ottavo minuto, il centrocampista ivoriano Fousseny Coulibaly dell’as Swehly ha segnato il primo gol. Non sono passati nemmeno quattro minuti che l’al Ittihad è riuscito a pareggiare.

Il miglior momento della partita è arrivato all’86esimo minuto, quando i giocatori dell’al Ittihad hanno colpito la traversa e, successivamente, un palo in rovesciata. Durante l’incontro, sono stati presenti all’incirca ottanta tifosi libici, poiché, come già accennato, l’evento si è svolto a porte chiuse per ragioni di sicurezza. Tra il pubblico si trovava anche Aliou Cissé, ex difensore senegalese e attuale allenatore della nazionale libica.

L’organizzazione di questa fase finale prevede che le tre migliori squadre della Libia occidentale affrontino le tre migliori squadre della Libia orientale in un torneo che si estende su cinque giornate, dal 25 luglio all’11 agosto. Ogni giorno, tre squadre competono simultaneamente nella provincia di Milano, in tre stadi: l’Arena Civica, il Meda e lo stadio di Sesto San Giovanni. Alla fine, la squadra con il punteggio più alto si aggiudica il titolo di campione libico.

Molti tifosi sono apparsi in magliette rosse, poiché entrambe le squadre indossano colori rossi (mentre in campo l’as Swehly era in blu). Tuttavia, si sono verificati alcuni tafferugli tra i tifosi, che sono stati prontamente gestiti dalle forze dell’ordine, evitando che la situazione degenerasse. Anche alla prima giornata del torneo si erano registrati momenti di tensione. L’al Ittihad e l’as Swehly sono entrambi sostenitori della parte occidentale della Libya, il che suggerisce che il clima potrebbe essere ancor più teso in caso di scontri tra squadre rivali della Libia.

Gaël Mahe, direttore della Sport Global Management con sede a Ginevra, è stato responsabile dell’organizzazione del torneo in Italia. Aggiunge che l’agenzia ha scelto i tre stadi lombardi grazie alla loro disponibilità e prossimità. «Abbiamo scelto arbitri della Serie A italiana, poiché stiamo trattando questo torneo come un evento di alto livello», afferma. La sicurezza è stata uno degli aspetti fondamentali nell’organizzazione dell’evento, di cui sottolinea l’importanza positiva.

Negli ultimi anni, l’Italia ha rivestito un ruolo cruciale nei rapporti con la Libia, affrontando questioni che spaziano dalla sicurezza all’immigrazione, dalle risorse energetiche alla vicinanza geografica. Tuttavia, l’influenza italiana è diminuita, sostituita dall’interesse di altri paesi, come Turchia ed Emirati Arabi Uniti, che stanno guadagnando terreno. Attualmente, l’Italia sta cercando di riconquistare posizioni in Libia, sebbene senza risultati significativi, evidenziato da un recente respingimento all’aeroporto di Bengasi del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

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