Il campo largo sulle mozioni per l’Ucraina rivela profonde divisioni tra i partiti italiani

18.12.2025 01:35
Il campo largo sulle mozioni per l'Ucraina rivela profonde divisioni tra i partiti italiani

Divisioni nel Parlamento Italiano sul Supporto all’Ucraina

Roma, 18 dicembre 2025 – Il recente dibattito parlamentare in Italia ha evidenziato le profonde divisioni tra le forze politiche riguardo al sostegno a Kiev nella guerra contro la Russia. Le diverse mozioni presentate, da partiti come il Pd, il M5s, Italia Viva, Azione, Avs e +Europa, rivelano un frazionamento interno che si concentra su un unico punto controverso: il modo di sostenere l’Ucraina, riporta Attuale.

Nonostante l’obiettivo di una “pace giusta” sia condiviso, le divergenze sulle modalità di invio di armi e sugli strumenti di supporto creano un divario significativo. Il Partito Democratico, sotto la guida di Elly Schlein, ha sostenuto un approccio di atlantismo responsabile, con un appello per una maggiore diplomazia europea. La loro mozione ribadisce il pieno sostegno all’Ucraina, insiemi agli impegni dell’Unione Europea e della NATO, ma introduce una condizione: l’Italia deve farsi promotrice di un’iniziativa diplomatica per una conferenza internazionale di pace, puntando a superare la gestione emergenziale attuale.

In contrapposizione, il Movimento 5 Stelle, attraverso Giuseppe Conte, ha formalizzato una risoluzione che richiede l’immediata cessazione delle forniture militari all’Ucraina, argomentando che la strategia attuale porta solo a un’escalation senza sbocchi. I pentastellati chiedono una “neutralità attiva”, spostando l’attenzione sul piano umanitario e negoziale. Anche Alleanza Verdi e Sinistra, con Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, rifiutano decisamente l’approccio militare, proponendo di dirottare le spese per la difesa verso il welfare e la transizione ecologica.

Le forze politiche di Azione e Italia Viva hanno invece preso una posizione più decisa, confermando il sostegno militare a Kiev e criticando le ambiguità nel centrosinistra. Carlo Calenda di Azione ha sottolineato come la difesa dell’Ucraina corrisponda alla difesa della libertà europea, esortando il governo a mantenere gli impegni di sostegno finanziario. Italia Viva ha aggiunto che una difesa comune europea è fondamentale per la NATO e che solo una resistenza ferma può spingere il Cremlino al tavolo dei negoziati. Il voto finale ha messo in evidenza non solo la divisione tattica ma anche identitaria tra i partiti, rivelando la difficoltà del campo largo di unificarsi in una proposta credibile a livello internazionale.

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