Indagini sul caso di Domenico Caliendo: possibili ritardi per l’autopsia
Il cuore del piccolo Domenico Caliendo era già stato espiantato prima che l’équipe del Monaldi verificasse lo stato di quello da trapiantare proveniente da Bolzano. Quando i medici hanno appurato che questo era compromesso e non avrebbe mai fatto un battito, era troppo tardi per tornare indietro, riporta Attuale.
Nel frattempo, i tempi per l’autopsia, prevista per martedì, rischiano di allungarsi. Francesco Petruzzi, legale della famiglia Caliendo, ha annunciato un’istanza di ricusazione per uno dei cardiochirurghi del collegio dei periti scelti dal gip di Napoli per l’incidente probatorio. Mauro Rinaldi, docente di Cardiochirurgia dell’Università di Torino, si sarebbe espresso sui fatti in oggetto e risulta coautore di una pubblicazione scientifica con uno dei medici indagati, circostanze che, secondo il legale, compromettono la necessaria imparzialità. La decisione ora spetta al giudice.
Nella tarda serata di venerdì, l’azienda ospedaliera del Monaldi ha deciso di sospendere i due dirigenti medici coinvolti inizialmente nell’espianto e nel successivo trapianto dell’organo. Al contempo, emergono dettagli sul clima all’interno del reparto dopo l’esplosione del caso sui media. Un’infermiera ha dichiarato: “Non era dei migliori. Negli ultimi anni sono andati via circa cinquanta persone a causa del clima di conflittualità ingenerato dal carattere del dottor Oppido”, cardiochirurgo autore dell’intervento su Domenico.
Inoltre, la relazione inviata dalla Regione Campania al ministero della Salute rivela che l’équipe del Monaldi non era addestrata all’uso dei nuovi box per il trasporto e conservazione degli organi, e che il corso specifico è stato previsto solo dopo la morte del piccolo Domenico.