Il caso Liliana Resinovich, l’udienza in Cassazione fissata per il 18 novembre
Trieste, 26 settembre 2025 – Il caso Liliana Resinovich il 18 novembre approda in Cassazione: la prima sezione della Suprema Corte ha fissato per quel giorno l’udienza sul ricorso presentato dall’avvocato Paolo Bevilacqua, difensore con la figlia Alice di Sebastiano Visintin, marito della vittima indagato per omicidio nella nuova inchiesta. I legali avevano chiesto una perizia terza, dopo due consulenze dagli esiti opposti, ma il gip aveva bocciato la richiesta, definendola “ultronea”, riporta Attuale.
Marina Baldi, genetista coinvolta in numerosi casi di cronaca, tra cui quelli di Pasolini e via Poma, è consulente della nipote di Lilly, Veronica, e ha espresso la sua opinione sulla richiesta della difesa di Visintin.
“Premessa: ho letto entrambe le consulenze e sono molto più convinta della seconda, quella firmata dal team Cattaneo. Mi sembra anche più dettagliata. Ma concordo sul fatto che per condannare qualcuno o per lo meno per portarlo a processo, devi avere delle sicurezze. Quindi un parere terzo ci vuole. Perché fino ad oggi uno dice bianco e l’altro dice nero.”
La prima consulenza di Costantinides ipotizzava il suicidio; la seconda, invece, parla di omicidio. Baldi commenta: “Mi sembra che la difesa sia comunque ben tutelata, ma questa è una tutela maggiore, quindi a mio parere andrebbe accordata”.
Nel frattempo, a settembre sono iniziati nuovi accertamenti richiesti dal nuovo PM, che includono analisi su cordini, suole delle scarpe e il braccialetto ‘greco’. Baldi ha condiviso le sue preoccupazioni riguardo ai risultati: “Se troviamo tracce biologiche del marito sarebbero poco significative, perché viveva insieme alla vittima. Tracce biologiche di terzi? Allora potrebbero avere un significato. Dna, formazioni pilifere che non ci dovrebbero essere…”
Attorno al caso di Liliana Resinovich sono nati numerosi gruppi sui social media che seguono la vicenda. Baldi commenta: “Capita sempre, per tutti i casi. C’è un’identificazione delle persone nei fatti di cronaca nera. E soprattutto c’è un’identificazione sinistra con chi commette i reati. Questa cosa un po’ mi preoccupa”. Noemi Procopio, scienziata tra i consulenti di Visintin, sta conducendo una sperimentazione per verificare l’ipotesi del congelamento del corpo di Lilly.
Infine, riguardo alle perplessità sulla conservazione del corpo, Baldi afferma: “Credo sia molto difficile riprodurre le stesse condizioni di quel periodo. Sono molto curiosa di leggere questa sperimentazione”.