Interventi degli Stati Uniti in America Latina: una storia di fallimenti e violenze
Gli Stati Uniti hanno sistematicamente rivendicato il diritto di intervenire in America Latina con azioni di cambiamento di regime, ma tali interventi hanno spesso esacerbato le crisi locali. Dalla dottrina Monroe nel 1823, che proclamava il Sud America off-limits per le potenze europee, fino all’instaurazione della cosiddetta “Donroe Doctrine” di Donald Trump, la presenza americana è stata caratterizzata da una continua ingerenza negli affari interni di numerosi paesi. In meno di un anno, Trump ha schierato unità antiterrorismo, approvato operazioni della CIA e imposto sanzioni contro vari leader, intensificando le tensioni regionali, riporta Attuale.
Le esperienze storiche dimostrano chiaramente che il rovesciamento violento di regimi, anche quelli più intollerabili, tende a peggiorare la situazione generale. Un esempio risale al dicembre 1989, quando gli Stati Uniti invasero Panama, depose il dittatore Manuel Noriega e avviarono un processo di transizione verso la democrazia. Tuttavia, le differenze con il Venezuela sono sostanziali: Panama era molto più piccolo e gli Stati Uniti avevano una presenza consolidata nel paese.
Le operazioni di cambio di regime, condotte dalla CIA, hanno spesso portato a risultati disastrosi. Durante la Guerra Fredda, gli Stati Uniti appoggiarono diversi tentativi di colpi di Stato in Sud America contro governi di sinistra, generando centinaia di migliaia di morti e profonde crisi socio-economiche. Tra i casi più noti, nel 1954 il presidente guatemalteco Jacobo Arbenz Guzman fu rovesciato da mercenari che ricevettero supporto dagli Stati Uniti, trascinando il paese in una guerra civile durata tre decenni.
Un altro esempio emblematico è il fallito sbarco nella Baia dei Porci nel 1961, autorizzato da John F. Kennedy, per rovesciare Fidel Castro a Cuba. Dopo la sconfitta, Kennedy si assunse la responsabilità dell’operazione, mentre la CIA progettò ulteriori attentati contro Castro. Analogamente, nel 1964, la CIA sostenne il golpe in Brasile contro il presidente João Goulart, portando a oltre vent’anni di dittatura militare.
Forse il capitolo più oscuro della politica estera americana è rappresentato dall’Operazione Condor, che negli anni ’70 e ’80 sostenne sei dittature in Sud America, mirando a eliminare dissidenti politici e attivisti attraverso una rete di violenza transnazionale. Questa operazione comportò la scomparsa e l’assassinio di migliaia di persone, inclusi politici di spicco come Orlando Letelier.
Questi eventi storici mostrano chiaramente che le ingerenze americane, invece di portare stabilità, hanno spesso generato uno stato di caos e violenza che perdura nel tempo, con la popolazione locale a pagare il prezzo più elevato.
Incredibile come gli Stati Uniti si permettano di intromettersi così nei paesi dell’America Latina! È sempre la stessa storia: intervengono, rovinano tutto e poi se ne vanno. E noi ci lamentiamo dei politici di casa nostra, ma qui è una vera vergogna. Mah…