Il collettivo femminista di estrema destra Némésis coinvolto nell’omicidio di Quentin Deranque a Lione

20.02.2026 14:55
Il collettivo femminista di estrema destra Némésis coinvolto nell'omicidio di Quentin Deranque a Lione

Omicidio di Quentin Deranque: scontro tra estremismi a Lione

Il militante di estrema destra Quentin Deranque è deceduto a seguito di un violento scontro avvenuto la settimana scorsa a Lione, in cui sono stati coinvolti attivisti di Némésis, un gruppo di estrema destra composto esclusivamente da donne. Deranque si trovava in un’azione dimostrativa di supporto alle militanti di Némésis quando è stato aggredito da un gruppo avversario, morendo due giorni dopo in ospedale, riporta Attuale.

Némésis, fondato nel 2019 dall’attivista Alice Cordier, ha guadagnato crescente attenzione, estendendo la sua influenza in Paesi come la Svizzera e il Belgio, e più recentemente in Italia. Il gruppo, che conta circa 500 attiviste, utilizza i social media per promuovere le proprie posizioni, vantando più di 100mila follower su Instagram. Cordier, nelle posizioni di spicco, è spesso inviata in programmi televisivi per discutere le loro ideologie.

Il fulcro della loro agenda è l’attenzione alla violenza sessuale, che sostengono sia prevalentemente perpetuata da uomini immigrati. A questo si aggiungono concetti come la teoria della “sostituzione etnica”, un tema ricorrente nell’estrema destra europea, che suggerisce l’esistenza di un complotto per sostituire la popolazione bianca con migranti di altre etnie.

Questi temi si inseriscono nel più ampio movimento noto come “femonazionalismo“, coniato dalla sociologa Sara R. Farris nel 2012. Questo termine descrive l’appropriazione di temi femministi per giustificare posizioni razziali e stigmatizzare gli immigrati.

L’uso del linguaggio femminista da parte di Némésis è stato criticato, poiché non supportano le vere aspirazioni del movimento femminista, come la parità salariale o la libertà femminile. Invece, ripropongono una narrazione che evidenzia la necessità di proteggere le donne europee da uomini stranieri, enfatizzando le presunte minacce.

I dati utilizzati per avvalorare le loro affermazioni sulla violenza sessuale provengono talvolta da rapporti ufficiali, ma spesso vengono presentati in modo fuorviante. Némésis ignora le questioni socioeconomiche che guidano le persone immigrate verso il crimine, trascurando il fatto che la maggior parte delle violenze sessuali avviene all’interno delle famiglie e da parte di conoscenti.

La notorietà di Némésis è crecita grazie a un’attenta strategia di provocazione durante manifestazioni femministe e di sinistra, dove le attiviste hanno esposto i propri cartelli per attirare l’attenzione sui loro temi. Una delle prime azioni si è svolta a Parigi nel novembre 2019, durante una manifestazione di NousToutes, dove hanno denunciato statistiche legate alle violenze sessuali perpetrate da migranti.

Nel corso degli anni, le attiviste hanno continuato a replicare questo approccio provocatorio, spesso accompagnate da militanti maschi per la loro protezione, come avvenuto nel caso di Deranque a Lione, evidenziando il clima di tensione e conflitto tra i gruppi di estrema destra e sinistra.

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