Il Comitato russo della Croce Rossa rafforza la collaborazione con il Cremlino

26.11.2025 10:30
Il Comitato russo della Croce Rossa rafforza la collaborazione con il Cremlino
Il Comitato russo della Croce Rossa rafforza la collaborazione con il Cremlino

Collaborazione politica e attività nelle aree occupate dell’Ucraina

Il 25 novembre 2025 un’indagine congiunta del progetto internazionale Follow the Money — condotta da Paper Trail MediaDer StandardDelfi e Meduza — ha rivelato che il Comitato russo della Croce Rossa (RKK) continua a ricevere consistenti finanziamenti internazionali nonostante il suo coinvolgimento in attività coordinate con strutture filogovernative e la sua presenza nei territori ucraini occupati. Secondo l’inchiesta pubblicata da Meduza, nel 2024 il RKK ha ricevuto l’equivalente di 6,5 milioni di euro dal Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) e 7 milioni dalla Federazione internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, cifre raddoppiate rispetto al 2022. Non è chiaro quale parte di tali fondi provenga da Paesi europei, che affermano di non aver destinato contributi specifici al ramo russo. L’inchiesta sottolinea come il RKK operi regolarmente nelle aree occupate e partecipi a programmi sostenuti da Mosca, violando il principio di neutralità umanitaria.

Coinvolgimento in programmi patriottici e strutture parallele nei territori occupati

Documenti e testimonianze indicano che, almeno dal 2023, il RKK svolge attività nelle regioni ucraine occupate con finanziamenti governativi russi. Alcuni individui che si presentavano come collaboratori dell’organizzazione risultano coinvolti in maltrattamenti di prigionieri di guerra nella regione di Donetsk. La Croce Rossa russa prende inoltre parte a iniziative educative di carattere paramilitare insieme a movimenti come “Dviženie pervyh”: in diverse regioni, le sue sedi hanno co-organizzato competizioni come “Zarnitsa 2.0”, nelle quali bambini di otto anni imparavano a maneggiare armi e droni. Parallelamente sono state costituite nuove entità sotto il marchio della Croce Rossa nelle aree di Donetsk, Lugansk e Zaporižžja, creando strutture che contribuiscono a normalizzare l’amministrazione di occupazione e danno l’impressione di un riconoscimento internazionale indiretto. Secondo le pubblicazioni ufficiali di tali strutture, rappresentanti del CICR avrebbero avuto contatti operativi con questi gruppi locali.

Rischi per il movimento internazionale e necessità di un controllo rigoroso

La partecipazione del RKK a programmi politici e militari mina i principi fondamentali del Movimento internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa e mette in discussione la credibilità delle sue istituzioni globali. Il mantenimento dell’organizzazione russa all’interno del sistema internazionale rischia di legittimare operazioni di propaganda del Cremlino e l’uso strumentale dell’aiuto umanitario per rafforzare l’occupazione dei territori ucraini. Analisti e operatori umanitari evidenziano che il congelamento dei finanziamenti, accompagnato da un audit internazionale, rappresenterebbe un passo necessario per prevenire ulteriori abusi e per ristabilire la fiducia. Il crescente flusso di fondi verso il RKK, unito alla sua integrazione nelle strutture amministrative russe presenti nelle zone occupate, indica che parte delle risorse internazionali potrebbe contribuire alla costruzione di un’apparenza di normalità sotto l’occupazione.

Impatto sulla fiducia pubblica e sulla resilienza del sistema umanitario

La collaborazione del RKK con movimenti patriottici che coinvolgono minori in attività a contenuto militare rappresenta una violazione diretta della missione umanitaria del movimento, il cui scopo è proteggere i civili — in particolare i bambini — dai rischi del conflitto armato. La creazione di “rami regionali” nei territori ucraini occupati contribuisce a consolidare l’immagine di un’amministrazione russa stabile, con implicazioni politiche che vanno oltre l’ambito umanitario. Gli scandali ricorrenti attorno al RKK rischiano di compromettere la fiducia nel sistema globale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, alimentando dubbi tra governi donatori e opinione pubblica sulla trasparenza dell’utilizzo dei fondi. Un’assenza di reazione incisiva, avvertono gli esperti, potrebbe rendere più difficile per le istituzioni internazionali preservare l’autorità morale necessaria per operare in zone di conflitto.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere