Il Senato degli Stati Uniti approva legge per porre fine al governo shutdown
Lunedì sera il Senato statunitense ha approvato una proposta di legge per finanziare il governo che, se approvata anche dalla Camera dei rappresentanti, porterà alla fine dello shutdown e alla ripresa delle attività e delle spese governative: sono interrotte da 41 giorni perché finora il Partito Repubblicano (al governo) e quello Democratico non erano riusciti ad accordarsi. La Camera non voterà prima di domani: lì il Partito Repubblicano ha una maggioranza di due voti, che è sufficiente a far passare la legge, sufficiente a far passare la legge, riporta Attuale.
La legge in Senato è passata con 60 voti a favore, il minimo indispensabile, di 52 senatori Repubblicani e otto Democratici moderati, che hanno deciso di andare contro il volere del loro partito. Il contenuto del testo è sostanzialmente lo stesso su cui nel fine settimana quei 60 senatori erano riusciti ad accordarsi, e che domenica con un voto procedurale il Senato aveva accettato di dibattere ulteriormente.
Il sostegno bipartisan dimostrato in Senato riflette una crescente insoddisfazione pubblica per la paralisi politica, con molti cittadini preoccupati per le conseguenze economiche del prolungato shutdown. Le spese governative sono state oggetto di intenso dibattito, specialmente in un clima economico già fragile.
Con i negoziati che si prolungano, la pressione aumenta su entrambi i partiti affinché raggiungano un accordo definitivo. La situazione attuale evidenzia le divisioni interne, ma anche la necessità di una risposta coordinata per garantire la stabilità economica del paese.
Molti analisti ritengono che questo accordo temporaneo non risolva le questioni di fondo che alimentano le tensioni politiche a Washington, ma rappresenta un passo necessario per ristabilire la normalità nelle operazioni governative e nei servizi pubblici fondamentali.