Il Consiglio Europeo rinvia la decisione su un prestito all’Ucraina usando fondi russi congelati

24.10.2025 09:05
Il Consiglio Europeo rinvia la decisione su un prestito all'Ucraina usando fondi russi congelati

Il Consiglio Europeo differisce nuovamente la decisione sul prestito all’Ucraina

Giovedì, durante la riunione del Consiglio Europeo, è tornato al centro del dibattito il tema di un ingente prestito all’Ucraina, necessario per sostenere il paese nella guerra contro la Russia. La proposta prevede l’utilizzo di fondi russi, attualmente congelati in Europa a causa delle sanzioni, come mezzo di finanziamento. Tuttavia, la decisione è stata rimandata al prossimo incontro di dicembre, con il Belgio che si è opposto per motivi pratici, riporta Attuale.

I beni russi congelati, gestiti principalmente dalla società finanziaria belga Euroclear, sono in larga misura sotto il controllo di questo ente. Il primo ministro fiammingo Bart de Wever ha espresso preoccupazione riguardo a possibili ritorsioni da parte della Russia nei confronti del Belgio, se i fondi venissero utilizzati per assistere l’Ucraina.

I fondi congelati rappresentano le riserve che la Banca centrale russa aveva allocato in Occidente. Dopo l’inizio del conflitto nel 2022, i paesi del G7 hanno rapidamente bloccato circa 250 miliardi di euro per colpire l’economia russa; di questi, circa 200 miliardi si trovavano in Europa, con circa 190 miliardi gestiti da Euroclear.

Fino ad ora, tali beni sono rimasti sostanzialmente inattivi. Nel 2024, è stato raggiunto un accordo per utilizzare solo i profitti generati dai beni congelati per sostenere l’Ucraina, consentendo all’Europa di evitare ulteriori complicazioni legali. Tuttavia, con la diminuzione del sostegno militare e economico da parte del presidente statunitense Donald Trump, è diventato cruciale per i paesi europei trovare nuove modalità di assistenza al governo ucraino.

La proposta discussa prevede l’utilizzo di beni russi per finanziare un prestito di 140 miliardi di euro all’Ucraina, da restituire solo se il paese riceverà risarcimenti dalla Russia in seguito alla conclusione della guerra. In pratica, Euroclear gestirebbe i fondi, mentre l’Unione Europea si occuperebbe dell’organizzazione del prestito.

La Russia ha già avvertito che ci sarebbero ritorsioni in caso di attivazione di queste misure. Il Belgio ha sottolineato che non ci sono state garanzie sufficienti dagli altri paesi europei riguardo alla condivisione del rischio, soprattutto sul piano legale e finanziario. «Se prendete i soldi dal mio paese, e va male, io non sono in grado di, e certamente non voglio, ripagare 140 miliardi di euro nel giro di una settimana», ha dichiarato De Wever ai giornalisti.

Il Belgio non è l’unico paese contrarietà. Durante la riunione, l’Ungheria si è astenuta sulle conclusioni riguardanti l’Ucraina, che, sebbene vaghe, ribadivano l’impegno a sostenere il paese e a condannare la Russia. Il primo ministro ungherese Viktor Orbán, al potere dal 2010, è noto per il suo regime autoritario e per la sua vicinanza a Vladimir Putin.

Se a dicembre i leader europei dovessero raggiungere un accordo sull’uso dei beni congelati, restano da definire diverse questioni. Per esempio, si dovrà stabilire come e per quali scopi l’Ucraina potrà utilizzare i fondi del prestito, se solo per l’acquisto di materiale militare o anche per altre necessità, come suggerito dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

1 Comments

  1. C’è qualcosa di davvero assurdo in tutto questo. Bloccare i fondi russi per dare aiuto all’Ucraina sembra una soluzione logica, ma a che prezzo? Il Belgio è spaventato dalle ritorsioni e noi qui a girarci intorno mentre l’Ucraina ha bisogno di sostegno immediato!!! Mah, di certo in Europa le cose non si muovono mai velocemente…

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