La chiusura dello SchwuZ: un simbolo della comunità gay di Berlino in crisi
Giovedì il noto club SchwuZ, considerato una pietra miliare della vita notturna gay a Berlino, ha ufficialmente presentato istanza di fallimento attraverso un comunicato sul proprio profilo Instagram. Il nome SchwuZ, abbreviativo di SchwulenZentrum che significa “centro per uomini gay”, è attivo dalla fine degli anni Settanta. La sua chiusura non è solo il risultato di difficoltà finanziarie, ma rispecchia anche una crisi più ampia dei club di Berlino, riporta Attuale.
I media tedeschi parlano di Clubsterben, un termine che descrive la “morte dei club” nella capitale. Negli ultimi dieci anni, il numero di discoteche a Berlino è diminuito drasticamente, dimezzandosi. Le ragioni di questo declino sono molteplici: dall’alto costo della vita a quello dell’energia, che hanno portato a un aumento esponenziale delle spese di gestione dei locali. A fronte di ciò, c’è un cambiamento nei gusti del pubblico: gli avventori di un tempo sono invecchiati, mentre le nuove generazioni tra i 18 e i 25 anni sembrano avere meno interesse per le discoteche tradizionali.
La storia dello SchwuZ è fortemente intrecciata con quella della comunità LGBTQ+ di Berlino. Fondato nel 1977 da attivisti del ‘Azione omosessuale di Berlino Ovest’ (HAW), una delle prime organizzazioni per i diritti gay, il club ha rappresentato un bastione di cultura e incontro. Il nome rifletteva la divisione della capitale, con Berlino Est sotto il regime della Repubblica Democratica Tedesca (DDR) e Berlino Ovest amministrata dalle potenze occidentali.
Il gruppo HAW raccoglieva principalmente giovani gay di sinistra, impegnati non solo nella lotta per i diritti ma anche nella richiesta di abolizione della sezione 175 del Codice penale, che criminalizzava i rapporti omosessuali tra uomini. Lo SchwuZ è diventato un epicentro culturale per la comunità, contribuendo anche all’organizzazione del primo gay pride a Berlino nel 1979 e alla fondazione della prima libreria gay della città oltre alla storica rivista LGBT+ Siegessäule.
Da notizie recenti, le difficoltà economiche del club erano già evidenti da tempo, con i proprietari che faticavano a sostenere i costi di gestione. La situazione è sensibilmente peggiorata all’inizio del 2024, registrando perdite mensili che oscillavano tra i 30.000 e i 60.000 euro. Con 33 dipendenti licenziati e mancanza di fondi, le campagne di raccolta denaro avviate si sono rivelate poco efficaci. Nella comunicazione via Instagram, la proprietà ha esortato i sostenitori a dimostrare il loro affetto e tornare in club per sostenere economicamente l’attività. Si prevede che SchwuZ rimarrà aperto fino a ottobre, quando inizierà ufficialmente la procedura di fallimento.