Il Decreto Giustizia Approvato dal Senato: Nuove Misure per un Sistema Giudiziario Efficiente
Roma, 1 ottobre 2025 – Il Decreto Giustizia è diventato ufficialmente legge, approvato oggi dal Senato con un voto per alzata di mano, completando così il percorso legislativo iniziato con l’approvazione alla Camera dei deputati che aveva visto 130 voti favorevoli e 84 contrari, riporta Attuale.
Le nuove disposizioni estendono la flessibilità nell’impiego dei magistrati fino al 30 giugno 2026, permettendo l’uso temporaneo di giudici onorari di pace in caso di carenze di personale presso la Corte di Cassazione. Queste misure mirano a garantire una rapida definizione dei procedimenti pendenti, in linea con le scadenze del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).
Il decreto stabilisce che le esigenze di celere definizione dei procedimenti sono prioritari fino al 30 giugno, introducendo derogatizzioni ai limiti esistenti per l’impiego dei giudici onorari. Inoltre, è prevista un’autorizzazione di spesa di 30 milioni di euro per il 2025 destinata all’accertamento della funzionalità dei braccialetti elettronici.
«Questo provvedimento è fondamentale per raggiungere gli obiettivi del Pnrr e serve l’interesse di tutta l’Italia, non solo del governo», ha dichiarato il senatore di Fratelli d’Italia Sergio Rastrelli. Ha evidenziato come il decreto preveda una significativa riduzione dei procedimenti civili e un abbattimento del 40% dei tempi di disposizione per trattare gli arretrati.
In risposta, la senatrice dell’Alleanza Verdi e Sinistra, Ilaria Cucchi, ha criticato la misura definendola un ‘cerotto’, insufficiente a risolvere le carenze strutturali del sistema giudiziario, elencando problematiche come il sovraffollamento delle carceri e la mancanza di personale.
D’altra parte, il senatore Alfredo Bazoli, capogruppo del PD in commissione Giustizia, ha aggiunto che il governo sta semplicemente evitando le conseguenze delle proprie scelte, mettendo in discussione la validità dell’aumento del processo da remoto, che era stato osteggiato fino a poco prima.
Il decreto introduce tre direttrici principali per l’organizzazione del sistema giudiziario: potenziamento delle risorse umane, modifiche al processo civile, e riforme operative per garantire continuità e ottimizzazione delle risorse. Anche la magistratura di sorveglianza sarà rafforzata con interventi mirati per tutelare i diritti dei detenuti.
Con un totale di 13 articoli, il provvedimento affronta urgenti misure da adottare per rispettare gli obiettivi del Pnrr, fissando il termine per la conversione in legge per il 7 ottobre 2025. Tra le novità vi è la previsione di un limite per nuovi incarichi direttivi e l’introduzione di un Commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria per gestire le problematiche legate all’ammodernamento delle carceri.
Questa riforma rappresenta un intervento emergenziale con potenziali ripercussioni sul funzionamento del sistema giudiziario, cercando di affrontare le sfide attuali per ridurre i tempi dei processi e migliorare la qualità del servizio giuridico per i cittadini.