Il Cremlino ha designato un canale privilegiato per i contatti con il premier ungherese Viktor Orban: si tratta del consigliere-incaricato dell’ambasciata russa a Budapest, Tigran Garibyan, che funge da interprete personale di Vladimir Putin durante gli incontri bilaterali. Quando i colloqui si svolgono a Mosca, Garibyan vola appositamente nella capitale russa, confermando il suo ruolo strategico nel mantenere aperta la comunicazione tra i due leader.
Il diplomatico-ombra di Putin per l’Ungheria
Tigran Garibyan è apparso per la prima volta accanto a Putin e Orban nell’agosto 2019, quando i due osservavano i mondiali di judo a Budapest dalla tribuna d’onore. La sua presenza è diventata costante negli anni: a febbraio 2022 era già ai negoziati russo-ungheresi al Cremlino, e lo scorso novembre è ricomparso nelle foto ufficiali durante la nuova visita di Orban a Mosca.
La carriera diplomatica di Garibyan è interamente legata all’Ungheria. Entrato nel ministero degli Esteri russo nel 2004, due anni dopo ha ottenuto il primo incarico presso l’ambasciata di Budapest. Dopo un breve ritorno a Mosca tra il 2012 e il 2014, è tornato in Ungheria come consigliere, per poi essere promosso nel 2023 a consigliere-incaricato, la seconda carica più importante della missione dopo l’ambasciatore.
Legami familiari e connessioni al potere
Garibyan non è solo un diplomatico di carriera: è anche genero di Viktor Zimin, che ha governato la Repubblica di Khakassia dal 2009 al 2018. Nell’agosto 2017, Zimin ha accompagnato Putin, insieme all’allora ministro della Difesa Sergei Shoigu e al capo della Tuva Sholban Kara-ool, in una vacanza in Siberia dedicata alla pesca subacquea e alla pesca con la canna.
Questa connessione familiare si interseca con legami economici significativi: il fratello di Tigran, Artem Garibyan, dirige la direzione per il finanziamento di progetti e gli investimenti diretti della Promsvyazbank (PSB), la banca di riferimento per il complesso industriale-militare russo. Artem ha precedentemente lavorato come vicedirettore generale della compagnia statale Zarubezhneft e ha ricoperto incarichi nell’amministrazione del distretto di Vsevolozhsk nella regione di Leningrado.
La campagna elettorale nascosta
Secondo quanto rivelato dal Washington Post, Garibyan è coinvolto in una campagna russa di sostegno a Orban e al suo partito Fidesz in vista delle prossime elezioni parlamentari. Fonti dei servizi segreti europei hanno confermato che il diplomatico incontra regolarmente giornalisti filo-governativi ungheresi, fornendo loro indicazioni per una campagna sui social media sostenuta dal Cremlino.
L’obiettivo di questa operazione è diffondere il messaggio che Orban sia l’unico candidato in grado di difendere la sovietà ungherese. Già nel marzo 2024, la pubblicazione Intelligence Online aveva segnalato le attività di Garibyan con i media ungheresi filo-governativi in vista delle elezioni europee.
L’altra interprete e le polemiche OSCE
Un’altra figura chiave nel sistema di relazioni russo-ungheresi è Darya Boyarskaya, senior advisor dell’Assemblea parlamentare dell’OSCE, attualmente parte della missione di osservatori dell’organizzazione per le elezioni in Ungheria. Boyarskaya organizza questa settimana un incontro riservato tra parlamentari dell’OSCE e rappresentanti di organizzazioni della società civile ungherese.
La sua notorietà internazionale risale al giugno 2019, quando ha lavorato come interprete di Putin durante l’incontro con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in Giappone. Fiona Hill, all’epoca vice assistente del presidente per la sicurezza nazionale, ha suggerito che “Putin avesse scelto questa donna appositamente per distrarre il nostro presidente”. Il Comitato di Helsinki ungherese ha chiesto alla leadership dell’OSCE di rimuovere Boyarskaya dalla missione elettorale.
La doppia presenza di Garibyan e Boyarskaya nel contesto ungherese evidenzia l’approccio multilivello di Mosca verso Budapest: da un lato la diplomazia ufficiale attraverso canali privilegiati, dall’altro l’influenza attraverso organizzazioni internazionali. Con le elezioni parlamentari in avvicinamento, questi legami assumono un’importanza strategica particolare, mentre l’Ungheria continua a mantenere una posizione distintiva all’interno dell’Unione Europea riguardo alle sanzioni contro la Russia.