Il diritto internazionale in crisi: attacchi Usa e Israele all’Iran considerati illegali da esperti

09.03.2026 11:46
Il diritto internazionale in crisi: attacchi Usa e Israele all'Iran considerati illegali da esperti

Attacchi USA e Israele all’Iran: esperti denunciano illegalità secondo il diritto internazionale

Attacchi recenti degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran sono stati denunciati come illegali da esperti di diritto internazionale, suggerendo che tali azioni stanno minando la credibilità delle norme globali. Secondo l’amministrazione Trump, questi attacchi sarebbero giustificabili come atti di difesa, ma non ci sono evidenze a sostegno di un imminente attacco iraniano, riporta Attuale.

In base alla Carta delle Nazioni Unite, le nazioni non possono dichiarare guerra tra di loro e devono risolvere le controversie in maniera pacifica, salvo in caso di legittima difesa. Tuttavia, gli Stati Uniti e Israele non stanno agendo in risposta a una minaccia diretta dall’Iran.

L’amministrazione Trump ha cercato di giustificare l’aggressione come un’azione preventiva. Recentemente, Trump ha affermato, basandosi sulla sua “opinione personale”, che “gli iraniani avrebbero attaccato per primi”. I consiglieri di Trump hanno inoltre sostenuto la necessità di attaccare, affermando che l’Iran fosse vicino a sviluppare un’arma nucleare, un’affermazione smentita dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica, che non ha trovato prove concrete di tali attività.

Il segretario di Stato Marco Rubio ha definito l’attacco una misura “preventiva” contro una minaccia imminente. Tuttavia, anche questa giustificazione rimane infondata, poiché non ci sono indicazioni di un attacco imminente da parte dell’Iran.

Un’altra possibile eccezione alle norme internazionali sulla guerra è l’autorizzazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per l’uso della forza, come avvenne nel 1991 per la prima guerra del Golfo. Tuttavia, né gli Stati Uniti né Israele hanno ricevuto tale autorizzazione per le loro operazioni contro l’Iran.

Le controversie sulla legalità degli attacchi rischiano di oscurare un aspetto cruciale: per l’amministrazione Trump, il rispetto delle norme internazionali è diventato irrilevante, rappresentando un cambiamento significativo rispetto alle amministrazioni precedenti.

Già, con la presidenza di George W. Bush, c’era un tentativo di mantenere apparente rispetto per le norme internazionali, come durante l’invasione dell’Iraq nel 2003, quando si cercò un’autorizzazione dall’ONU, pur non ottenendola. Decenni di rispetto, anche formale, delle norme hanno contribuito a mantenere viva l’idea di un ordine mondiale regolato da regole comuni, anche se spesso violati.

Nell’attuale contesto, Donald Trump ha dichiarato in un’intervista di non avere bisogno di leggi internazionali, enfatizzando che la sua unica guida è “la sua morale”. Tale posizione è stata riconosciuta anche da leader di altri paesi, come il primo ministro canadese Mark Carney e il cancelliere tedesco Friedrich Merz, che hanno descritto il crollo dell’ordine internazionale basato su regole.

Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha sottolineato che “tutto negli ultimi anni si muove al di fuori del diritto internazionale”, evidenziando una crescente preoccupazione a livello globale rispetto al rispetto delle norme internazionali.

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