Putin richiede il Donbas a Trump per un accordo di pace con l’Ucraina
Vladimir Putin ha posto come condizione essenziale per un accordo di pace con l’Ucraina la cessione alla Russia del Donbas, comprese le aree non conquistate. Durante un incontro in Alaska con il presidente statunitense Donald Trump, Putin ha ottenuto un avvicinamento alle sue posizioni, mentre Trump, già in precedenza, aveva accennato alla possibilità di concludere la guerra attraverso uno «scambio di territori». Questa richiesta è stata costantemente respinta dal presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che lunedì incontrerà Trump alla Casa Bianca, insieme a diversi leader europei, riporta Attuale.
Il Donbas, territorio dell’Ucraina orientale composto dalle regioni di Luhansk e Donetsk, ha rappresentato uno dei fronti principali della guerra a partire dall’invasione dell’Ucraina nel febbraio 2022, anche se il conflitto nella zona era iniziato anni prima. Da oltre un decennio, il Donbas è al centro di rivendicazioni russe, motivate da ragioni sia simboliche che militari. Ottenere il controllo di questo territorio permetterebbe a Putin di affermare di aver raggiunto uno degli obiettivi principali della guerra e, in ultima analisi, di averla vinta.
Già il 21 febbraio 2022, tre giorni prima di ordinare l’invasione, Putin aveva ufficialmente riconosciuto le autoproclamate repubbliche separatiste di Donetsk e Luhansk, che successivamente sono state annesse alla Russia attraverso referendum considerati una farsa. L’invasione è stata giustificata con il pretesto di proteggere le minoranze russe di queste regioni, che all’epoca erano già parzialmente occupate da separatisti filorussi, sostenuti e armati dal regime di Putin.
Gli accordi di Minsk del 2015, mai attuati, prevedevano il ritorno delle regioni all’Ucraina in cambio di maggiore autonomia. Tuttavia, da allora, il Donbas è rimasto una zona di guerra, anche se con combatti menti meno intensi. Dopo l’invasione russa nel 2022, l’esercito di Mosca ha occupato l’87% del territorio, compresa l’intera regione di Luhansk e circa due terzi di Donetsk, dove le forze russe hanno registrato significative avanzate nelle ultime settimane.
Attualmente, più di tre milioni di persone vivono sotto occupazione russa nel Donbas, con ulteriori 200 mila residenti nei territori controllati dall’Ucraina. In Donetsk, la Russia ha conquistato 847 centri urbani su 1.298, molti dei quali erano già nelle mani dei separatisti prima del 2022. Più di un milione e mezzo di ucraini hanno lasciato l’area a causa dei conflitti.
Nel corso degli anni, il Donbas ha visto intensi combattimenti, inclusi scontri cruciali in città come Bakhmut e Avdiivka. Le forze russe si avvicinano ora a Pokrovsk, l’ultima città ucraina significativa sulla strada che conduce ai confini amministrativi del Donetsk. Questa area ospita la principale linea difensiva ucraina, ben fortificata, ed una sua concessione all’avversario potrebbe esporre l’Ucraina a futuri attacchi russi con minori capacità di resistenza.
Per Zelensky, fare concessioni sul Donbas sarebbe estremamente problematico, principalmente a causa delle impellenti restrizioni costituzionali e del forte sentimento di opposizione da parte della popolazione ucraina verso la cessione di territori. Recentemente, Zelensky ha dichiarato: «Non possiamo lasciare il Donbas», sottolineando l’esigenza di sicurezza e le garanzie necessarie di cui si discuterà con Trump e i leader europei.