Il fallimento della difesa aerea del Venezuela: armi russe non operative e mancanza di formazione militare

12.01.2026 20:25
Il fallimento della difesa aerea del Venezuela: armi russe non operative e mancanza di formazione militare

Fallimento della difesa aerea del Venezuela: analisi della situazione attuale

Nonostante il dispiegamento di decine di batterie fisse antiaeree S-300 e Buk, oltre a migliaia di lanciarazzi a spalla Igla forniti dalla Russia a Chàves e Maduro, gli Stati Uniti hanno evidenziato che la difesa di Caracas ha «fallito». Nessun elicottero o aereo americano entrato nello spazio aereo venezuelano è stato colpito, sollevando interrogativi sull’efficacia delle armi russe, che si sono rivelate in gran parte inefficaci, riporta Attuale.

La realtà è che gran parte dei missili non erano operativi e la loro stragrande maggioranza non era collegata ai radar cinesi di cui disponeva Maduro. Alcuni dei missili erano addirittura rimasti imballati nelle casse di spedizione inviate dalla Russia anni fa. Inoltre, i venezuelani non possedevano ricambi e spesso non sapevano come utilizzare le tecnologie sofisticate necessarie per operare i sistemi di difesa aerea.

Le forze statunitensi hanno facilmente manovrato, evidenziando un grave errore umano. Un analista militare russo ha dichiarato: «Se gli S-300 e i Buk-M2 fossero stati regolarmente attivati, sarebbe stata tutta un’altra storia». Questa spiegazione è sostenuta da Yurij Fedorov, esperto nel settore, che ha sottolineato i legami con il fallimento dell’operazione anti-aerea venezuelana.

Richard de la Torre, ex capo della stazione CIA a Caracas, ha aggiunto che anni di corruzione, sanzioni e una logistica inadeguata hanno ridotto drasticamente le capacità della difesa aerea del paese. Nonostante le dichiarazioni di un Venezuela «unito e pronto» a difendersi, la realtà sul campo è stata ben diversa.

A partire dal 2009, la Russia ha fornito diverse batterie di difesa aerea, tra cui gli S-300 e i Buk, ma non i più avanzati S-400, che il Cremlino ha preferito tenere per la propria sicurezza. Recentemente, Maduro aveva anche annunciato di aver piazzato migliaia di razzi Manpads (Igla Sa-24) in punti strategici per proteggere il paese da un attacco statunitense, affermando che qualsiasi forza armata nel mondo riconosce la potenza di tali sistemi.

Prima che gli elicotteri statunitensi entrassero nello spazio aereo del Venezuela, il Pentagono aveva colpito diverse posizioni, tra cui un deposito a La Guaira, dove i lanciatori di Buk erano ancora imballati, e un altro stabilimento a Catia La Mar. L’obiettivo principale delle incursioni era il sistema radar cinese, senza il quale anche i pochi sistemi missilistici funzionanti non sono riusciti a localizzare i bersagli.

Inoltre, i tecnici russi non hanno fornito assistenza adeguata, e le recenti operazioni in Ucraina hanno limitato il supporto di Mosca ai suoi alleati storici. Fonti militari americane indicano che la Russia potrebbe aver scelto deliberatamente di non offrire supporto a Maduro, temendo ripercussioni qualora un missile venezuelano avesse colpito un aereo statunitense.

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