Il futuro dell’Italia in discussione: Orsina avverte, “le riforme alimentano le tensioni”

20.11.2025 03:05
Il futuro dell'Italia in discussione: Orsina avverte, "le riforme alimentano le tensioni"

Le tensioni nel governo italiano: Meloni sotto pressione

Roma, 20 novembre 2025 – Oggi l’attenzione politica in Italia ruota attorno a Giorgia Meloni, con interrogativi sull’istituzionalizzazione della sua leadership e sul futuro della transizione italiana. “Il problema è: come si istituzionalizza questa situazione?” afferma Giovanni Orsina, docente di storia contemporanea e direttore del Dipartimento di scienze politiche alla Luiss Guido Carli di Roma, riporta Attuale.

Orsina sottolinea che il sistema politico italiano non è stabilizzato e che storicamente ha visto forti partiti e istituzioni deboli, che sono diventate ancor più fragili dalla fine degli anni ’90. Le recenti frizioni tra il governo Meloni e il Quirinale evidenziano l’“ansia” generata dalla situazione attuale. “Le fasi di stabilità sono state legate alla presenza di un playmaker: Berlusconi, Renzi, e brevemente Salvini, fino all’arrivo di Meloni”, spiega Orsina.

La premier ha già affrontato tre anni di governo e si appresta a passaggi cruciali: il referendum sulla giustizia del 2026, le elezioni politiche del 2027 e l’elezione del presidente della Repubblica nel 2029. “Il futuro della leadership di Meloni dipenderà da come si gestiranno questi eventi; tutti sono consapevoli che la stabilità istituzionale è in gioco”, continua Orsina.

Si specula su una possibile corsa di Meloni verso il Colle nel 2029, anche se il docente avverte che per raggiungere tale obiettivo, la maggioranza deve essere confermata nel 2027. “Se così fosse, si potrebbe ipotizzare un’eclatante continuità politica nel Paese fino al 2036”, aggiunge.

Meloni, dal canto suo, ha espresso l’intenzione di riformare l’elezione diretta del presidente del Consiglio, un’opzione che secondo Orsina è presa sul serio dalla premier. Tuttavia, il successo del referendum sulla giustizia del 2026 sarà determinante per la realizzazione di qualsiasi riforma. “Il tempo politico per implementare cambiamenti significativi in questa legislatura è molto limitato”, conclude il professore.

Inoltre, si discute di una riforma elettorale che piace anche al Partito Democratico, che potrebbe consentire una chiamata diretta del governo nei tavoli delle decisioni. Orsina evidenzia che storicamente, l’opposizione difficilmente ha partecipato a riforme istituzionali, suggerendo che eventuali perdite politiche potrebbero innescare reazioni forti nell’arena politica italiana.

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