Il giudice esclude il femminicidio dopo la caduta della donna da un balcone durante un’aggressione del marito a Ventimiglia

13.01.2026 12:25
Il giudice esclude il femminicidio dopo la caduta della donna da un balcone durante un'aggressione del marito a Ventimiglia

Ventimiglia (Imperia) – Un’aggressione avvenuta con forbici e taglierino ha portato una donna a rifugiarsi sul balcone, dove, nel tentativo disperato di salvarsi, è precipitata e ricoverata in ospedale in condizioni gravissime. Il marito, un 65enne, rimarrà in carcere poiché “potrebbe commettere altri delitti della stessa specie”. Tuttavia, secondo il giudice per le indagini preliminari di Imperia Massimiliano Botti, non si configura come un tentato femminicidio, bensì come tentato omicidio, riporta Attuale.

Le motivazioni del giudice includono il fatto che “l’indagato ha riferito agli operatori della polizia giudiziaria di aver aggredito la moglie poiché aveva scoperto che quest’ultima si prostituiva”, e al momento non risulta in alcun modo che la lite da cui è scaturita l’aggressione fosse determinata dall’odio discriminatorio nei confronti della moglie o da un’ossessiva volontà di controllo o dominio.

Il caso è riportato da La Stampa. Nella sua ordinanza che convalida l’arresto in carcere, il giudice fa notare che “appare dubbio che l’esercizio della prostituzione da parte della vittima costituisca espressione di una libertà individuale, tenuto conto che in costanza del rapporto matrimoniale, i coniugi sono tenuti ad obblighi di rispetto e fedeltà reciproci”.

La pm aveva contestato il tentato femminicidio

La pubblica accusa, rappresentata dalla pm Antonella Politi, aveva inizialmente contestato il tentato femminicidio, invocando la nuova norma approvata a dicembre che prevede misure più severe quando il fatto è commesso come atto di odio, discriminazione o controllo in quanto donna. Questa legge mira a rafforzare la tutela delle donne in situazioni di violenza domestica.

Il reato di femminicidio comporta pene più gravi rispetto a quello di omicidio, con l’ergastolo contemplato per il primo e una pena base di 21 anni per il secondo, che può aumentare in presenza di aggravanti.

La lite in casa, poi la fuga disperata sul balcone e la caduta

Dai primi accertamenti dei carabinieri, giovedì scorso è scoppiata una lite fra i due coniugi. L’uomo avrebbe impugnato un paio di forbici e colpito al volto la moglie, per poi rientrare in casa con un taglierino. La donna, una 44enne originaria del Brasile, si è rifugiata sul balcone, tentando di aggrapparsi a un cavo che si è spezzato. Attualmente è in terapia intensiva e si sottoporrà a un intervento chirurgico alla colonna vertebrale nei prossimi giorni, quando le condizioni cliniche lo consentiranno.

Il gip: “Ferocia e atteggiamento cinico anche davanti ai soccorritori”

Il giudice per le indagini preliminari Botti ha motivato la decisione di mantenere il 65enne in carcere citando “la ferocia manifestata dall’uomo nei confronti della persona offesa e l’atteggiamento cinico mantenuto nei suoi confronti, come testimoniato da tutti i sommari informatori. L’indagato, invece di soccorrere la moglie, si sarebbe limitato ad appoggiarsi alla ringhiera e fumare una sigaretta, commentando sarcasticamente le domande del 118.

Alberto Pezzini, avvocato del 65enne, aveva chiesto di trasformare la misura cautelare del carcere in arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Interpellato da Repubblica, il legale ha affermato che il gip “ha fatto un ragionamento squisitamente giuridico, ancorando la sua argomentazione a quanto stabilito dall’articolo 143 del codice civile, che cita l’obbligo reciproco alla fedeltà”.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere