Il giurista Mirabelli: “Caso Almasri è politico, processo difficile”

06.08.2025 03:45
Il giurista Mirabelli: “Caso Almasri è politico, processo difficile”

Roma, 6 agosto 2025 – “È un fuoco di paglia. Trattandosi di reati ministeriali che sarebbero stati commessi nell’esercizio delle funzioni, l’accusa dovrebbe trovare il via libera da parte del Parlamento. E, pur non avendo la sfera di cristallo, con una maggioranza forte, è assai dubbio che ci sarà un giudizio d’accusa”, riporta Attuale. È quanto afferma il giurista Cesare Mirabelli, presidente emerito della Corte Costituzionale ed ex vicepresidente del Csm, commentando la decisione del Tribunale dei ministri di Roma nell’ambito dell’inchiesta sul rimpatrio in Libia del generale Najeem Osema Almasri Habish.

La presidente del Consiglio ha definito ‘assurda’ la decisione di archiviare solo la sua posizione.

“La ragione è che ci sarebbe stata la conoscenza della situazione ma non la partecipazione alle attività che avrebbero determinato questa situazione critica. Una valutazione, esatta o meno, che, non sembrerebbe impostata come un privilegio riservato alla presidente del Consiglio.”

Meloni ha rivendicato la responsabilità di una decisione che definisce “concordata”. Dall’opposizione viene definita un’“autodenuncia gravissima”. Questo, a livello giudiziario, potrebbe cambiare la posizione della premier?

“No, non credo. L’analisi fatta nell’ambito giudiziario – sia pure in questo contesto di specialità – viene condotta sulle emergenze probatorie come, ad esempio, lo scambio di documenti e i messaggi che avrebbero potuto dar luogo, secondo l’ipotesi dell’accusa, a un coinvolgimento. Meloni rivendica la solidarietà politica nei confronti di un’azione definita ‘di Governo’. E questo apre, piuttosto, ancora più agevolmente, la via a una copertura parlamentare. Capisco che l’opposizione opererà in senso inverso, mi meraviglierei se non lo facesse.”

Il provvedimento di scarcerazione adottato dai giudici della Corte d’Appello di Roma era inevitabile o, sulla base della ‘red notice’ apposta dall’Interpol al mandato della Cpi, l’arresto poteva essere confermato?

“I mandati di arresto internazionali operano in una forma di collaborazione tra le forze di polizia; l’arresto poteva essere legittimo.”

E per quanto riguarda l’estradizione?

“La giustizia valuta se esistono i presupposti, poi c’è una valutazione politica nel consentire o meno l’estradizione. Da quel che si legge c’è stata anche un po’ di confusione nei diversi passaggi, nella trasmissione di documentazioni. E forse sullo sfondo, dal punto di vista politico, si può ipotizzare l’esigenza di non creare problemi con la Libia: una valutazione politica, condivisibile o meno, volta a evitare conseguenze contrarie all’interesse del Paese come, ipotizzo, l’apertura dei rubinetti dell’invio di immigrazioni non legali.”

La situazione si sarebbe potuta gestire meglio di così?

“Certo, con chiarezza, senza girarci intorno. C’è sempre un margine nel quale ci può essere un conflitto, a volte giuridico, tra obblighi internazionali e diritto interno, anche con norme di rango costituzionale per il prevalere, ad esempio, della tutela di diritti fondamentali. Altre volte il conflitto può essere politico perché l’interesse dello Stato, correttamente o scorrettamente valutato, ha un segno diverso. Ma in questo caso invece di richiamare esplicitamente l’interesse dello Stato ci si è infilati nel tunnel delle questioni giuridiche.”

Un modo per tutelarsi di fronte alla Cpi?

“Diciamo che è una soluzione che nasce un po’ pasticciata. Credo che siano convinti tutti che alla base, in realtà, vi è una ragione politica. Una scelta della quale il governo si assume la responsabilità.”

2 Comments

  1. In conclusione, la situazione legata all’inchiesta sul generale Najeem Osema Almasri Habish evidenzia un panorama complesso in cui si intrecciano questioni giuridiche e dinamiche politiche. Nonostante le contraddizioni e le polemiche emerse, la posizione della presidente del Consiglio Meloni sembra avvantaggiata da una solida maggioranza parlamentare, rendendo poco probabile un giudizio d’accusa nei suoi confronti. Tuttavia, le critiche dell’opposizione e le considerazioni sulla gestione della situazione rivelano la necessità di una maggiore chiarezza e trasparenza nelle azioni governative, al fine di preservare l’integrità della giustizia e gli interessi del paese. La strategia adottata appare dunque frutto di un’analisi politica, destinata a evitare ripercussioni negative nell’ambito dei rapporti internazionali, in particolare con la Libia.

  2. In sintesi, la situazione giuridica relativa all’inchiesta sul rimpatrio del generale Najeem Osema Almasri Habish evidenzia un complesso intreccio tra diritto, politica e responsabilità governativa. Nonostante le preoccupazioni sollevate dall’opposizione, la presidente del Consiglio Meloni ha riaffermato la legittimità della sua posizione, affermando che le decisioni adottate sono parte di un’azione di Governo. La questione dell’estradizione e dei mandati di arresto internazionali aggiunge ulteriori sfide legali, segnando un delicato bilanciamento tra obblighi internazionali e interessi nazionali. La critica sull’approccio del governo suggerisce che ci sia spazio per una maggiore chiarezza e gestione della situazione, facendo emergere la necessità di un dialogo più aperto su tali temi delicati.

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