Il governo britannico utilizza l’intelligenza artificiale per prevedere comportamenti criminali
Il ministero della Giustizia britannico ha annunciato un controverso programma che utilizzerà l’ intelligenza artificiale per prevedere comportamenti criminali già dall’infanzia, con l’obiettivo di implementare misure preventive appropriate, riporta Attuale.
Il progetto, definito orwelliano da alcuni critici, si propone di identificare i minori a rischio di coinvolgimento in attività criminali attraverso l’analisi di dati esistenti, attualmente suddivisi tra varie autorità e dipartimenti governativi. Questa iniziativa è paragonabile alla trama di «Minority Report», dove una speciale unità arrestava i potenziali criminali prima che commettessero reati.
Una fonte governativa ha dichiarato al Times: «Stiamo esplorando modi per utilizzare meglio l’intelligenza artificiale, essenzialmente per predire i criminali del futuro» in modo «etico e morale». Il governo mira a utilizzare i dati della sanità pubblica, dei servizi sociali e delle forze dell’ordine in maniera sinergica: «L’AI può aiutarci a migliorare le attuali procedure», ha sottolineato la fonte, evidenziando la necessità di interventi tempestivi.
Ricerche accademiche suggeriscono che alcuni indicatori di problematiche future possano emergere già dai dati sanitari dei neonati. Tuttavia, non è ancora chiaro se il programma del ministero includerà dati raccolti nei primi giorni di vita. I bambini identificati come vulnerabili avranno accesso a programmi di supporto e prevenzione.
Statistiche mostrano che i minori provenienti da contesti di affidamento o che soffrono di problemi sociali e mentali hanno maggiori probabilità di entrare in conflitto con la legge; ad esempio, il 33% dei bambini in affidamento affronta problemi legali, rispetto al 4% di altri. Inoltre, le minoranze etniche affrontano tassi di incarcerazione sproporzionati.
Per far fronte a queste problematiche, è stato istituito un comitato di consulenza per stabilire standard etici e operativi, evitando discriminazioni razziali o sociali nell’uso dell’AI. Mark Mon Williams, professore di psicologia all’università di Leeds e leader del comitato, ha affermato: «Dobbiamo comprendere come salute, educazione, assistenza sociale e giustizia interagiscano e come identificare i bambini che rischiano di passare inosservati».