Il governo cileno revoca il piano di esproprio di Colonia Dignidad, ex centro di tortura

30.03.2026 13:45
Il governo cileno revoca il piano di esproprio di Colonia Dignidad, ex centro di tortura

Il governo cileno annulla il piano per trasformare Colonia Dignidad in museo della memoria

Il governo cileno, guidato dall’ultraconservatore José Antonio Kast, ha deciso di revocare il piano promosso dall’ex presidente Gabriel Boric per trasformare Colonia Dignidad, noto centro di tortura durante la dittatura di Augusto Pinochet, in un museo dedicato alla memoria delle vittime, riporta Attuale.

La decisione del governo Kast impedisce l’esproprio delle strutture attualmente gestite dagli eredi dei coloni, che comprendono un ristorante e un albergo. Questi ultimi, fondati da Paul Schäfer, un ex soldato nazista che ha creato una setta religiosa all’inizio degli anni ’60, hanno segnato la triste storia di abusi e sfruttamento. Durante il dominio di Schäfer, gli abitanti erano costretti a lavorare senza stipendio, vivendo in condizioni analoghe alla schiavitù e senza contatti con il mondo esterno.

Colonia Dignidad servì anche come luogo di detenzione per prigionieri politici durante la dittatura di Pinochet, con documenti di oltre 500 detenuti rinvenuti successivamente. Le atrocità perpetrate dal regime riguardano anche l’uso della struttura come deposito di armi, sfruttando la sua posizione strategica vicino al confine argentino.

Il ministro cileno per la Casa, Iván Poduje, giustifica la decisione di revocare i decreti di esproprio con motivazioni economiche, affermando che non c’è influenza ideologica nell’atto. Tuttavia, la posizione di Kast, noto per la sua nostalgia verso la dittatura, solleva interrogativi sulla reale intenzione del governo di affrontare il passato oscuro del Cile.

Il tema della memoria storica e delle violenze subite durante il regime rimane divisivo nella società cilena, e la dichiarazione di Boric nel 2024, che definiva Colonia Dignidad «l’incarnazione del male», evidenzia il contrasto tra la nostalgia di alcuni per il periodo di Pinochet e la lotta per la verità e la giustizia da parte di altri.

In seguito all’annuncio della revoca degli espropri, gli eredi dei coloni hanno espresso preoccupazione per l’impatto sui posti di lavoro che questa decisione avrà, considerando che circa 200 persone dipendono dall’industria turistica e agricola della struttura. Nonostante le denunce contro Schäfer risalgano agli anni ’60, fu solo nei tardi anni ’80 che le sue pratiche di abuso iniziarono ad emergere, dando origine a una lunga battaglia legale che ha coinvolto la magistratura cilena. Schäfer, fuggito in Argentina nel 1997, fu catturato nel 2005 e condannato per diverse atrocità, morendo nel 2010.

Il futuro di Colonia Dignidad, ribattezzata Villa Baviera nel 1991, resta incerto, mentre il dibattito sulla memoria e sulla giustizia continua a essere una questione cruciale per la società cilena.

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