Strategia francese contro la disinformazione: l’uso di meme e sarcasmo
Negli ultimi mesi, il governo francese ha trovato un innovativo modo per affrontare i messaggi aggressivi diffusi sui social dai paesi ostili, come la Russia o gli Stati Uniti durante l’era Trump. Attraverso un account X @FrenchResponse, il ministero degli Esteri ha iniziato a utilizzare meme e battute per contrastare la disinformazione. Lanciato lo scorso agosto, il profilo ha guadagnato quasi 150mila follower ed è diventato un esempio significativo di come stia evolvendo la comunicazione politica, riporta Attuale.
Il profilo French Response mescola sarcasmo e meme con messaggi più seri, facendo debunking di video falsi e teorie cospirazioniste diffuse da politici e celebrità, incluso il miliardario Elon Musk. Inoltre, attacca, in modo diretto e ironico, figure come l’amministrazione Trump, utilizzando luoghi comuni per rispondere a critiche e insinuazioni.
Il tono informale dei post è approvato dal governo e gestito da un team di esperti in comunicazione politica coordinato da Marie-Doha Besancenot, consulente per le comunicazioni strategiche al ministero degli Esteri. Besancenot, che in passato ha lavorato nel team diplomatico del Segretario generale della NATO, guida un piccolo gruppo dedicato a questo progetto.
Nonostante il successo iniziale, l’account ha attirato critiche, in particolare da coloro che sostengono che il governo francese sottovaluti la vastità della disinformazione presente online. Inoltre, la presenza esclusiva su X, una piattaforma che ha registrato una diminuzione degli utenti dalla sua acquisizione da parte di Musk nel 2022, rappresenta una sfida per l’efficacia di questa strategia.
French Response è solo uno dei diversi approcci adottati dalla Francia per combattere la disinformazione. Lo Stato ha implementato corsi di formazione per diplomatici e ha creato agenzie specializzate come Viginum, un’agenzia sotto il ministero della Difesa. Creata in preparazione alle elezioni presidenziali del 2022, Viginum è responsabile del monitoraggio delle attività online per contrastare campagne di disinformazione e ha giocato un ruolo cruciale nell’identificare tentativi di interferenze russe, come dimostrato durante le elezioni presidenziali in Romania nel 2024.