Sembra più lontano, per il momento, un intervento sulle accise mobili. Il governo Meloni sta considerando misure per affrontare le crescenti preoccupazioni legate ai prezzi di gas e petrolio in seguito alla guerra in Medio Oriente. Al momento, l’ipotesi di un intervento sulle accise sembra sfumata, con l’esecutivo che si orienta verso un bonus anti-rincari, destinato alle famiglie con un Isee sotto i 15mila euro e sgravi fiscali per le aziende più vulnerabili, in relazione a bollette e blocchi all’export, riporta Attuale.
Opposizioni in pressing sull’esecutivo
Mentre si attendono le prossime mosse del governo, l’opposizione, rappresentata da Elly Schlein, sprona l’esecutivo a introdurre il meccanismo delle accise mobili: «I giorni stanno scorrendo e gli italiani non vogliono pagare le guerre illegali di Trump e Netanyahu», ha dichiarato. In prospettiva del Consiglio europeo di giovedì, si sta valutando una possibile linea comune del continente per contenere i prezzi. Anche il vicepremier Antonio Tajani ha sostenuto l’idea delle accise mobili, ma il ministro Adolfo Urso ha manifestato posizioni discordanti.
Le incognite Consiglio europeo e referendum
Il Consiglio europeo si aprirà il 19 marzo, e ci si attende una dichiarazione comune per affrontare l’aumento dei prezzi. Nonostante ciò, Urso ha confermato che le discussioni riguardanti i carburanti saranno rimandate al prossimo Consiglio dei ministri, la cui data deve ancora essere fissata. A influenzare la tempistica non è solo il vertice in Europa, ma anche il periodo elettorale per il referendum, che potrebbe portare l’esecutivo a procrastinare le riunioni a settimana prossima.
Urso spinge per un bonus anti-rincari
Attualmente, il governo sta «monitorando» l’evoluzione degli impatti della crisi energetica. Secondo il Codacons, le spese aggiuntive per gli automobilisti ammontano a 16,5 miliardi al giorno. Urso, insieme al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, sta valutando le misure da adottare e si sta dimostrando il più attivo in questa tematica. Contro il caro-carburanti, ha dichiarato in un’intervista al Quotidiano Nazionale, ci saranno «interventi compensativi mirati e quindi più efficaci a favore delle famiglie meno abbienti, dell’autotrasporto e delle imprese».
Il Codacons “corregge” Urso sulle accise mobili
Urso ha anche sottolineato che il taglio delle accise deciso da Mario Draghi «costò allo Stato, ai cittadini, circa un miliardo al mese e non raggiunse l’obiettivo: l’inflazione, infatti, continuò a crescere e, come certificato dall’Ufficio di Bilancio della Camera, i benefici andarono in gran parte ai ceti più abbienti». Tuttavia, il Codacons ha contestato la sua analisi, sostenendo che «la riduzione della tassazione sui carburanti operata da Draghi nel marzo del 2022 portò a un calo immediato di mezzo punto dell’inflazione (dal 6,5% al 6%), risparmiando circa 4 miliardi di euro per i consumatori».
Foto copertina: ANSA/Ciro Fusco