Il governo spagnolo approva la regolarizzazione straordinaria per i migranti irregolari
Martedì, il governo spagnolo del primo ministro Socialista Pedro Sánchez ha approvato un decreto che consente a numerosi immigrati, giunti in Spagna in modo irregolare prima del 31 dicembre, di ottenere un permesso di residenza valida inizialmente per un anno. La procedura è prevista per iniziare ad aprile e, secondo le stime ufficiali, potrebbe riguardare fino a 500mila persone. Chi presenterà domanda riceverà un documento che permetterà di lavorare regolarmente da subito, senza dover attendere l’esito della richiesta, includendo anche i richiedenti asilo, riporta Attuale.
Questa iniziativa segna una netta contrapposizione rispetto alle politiche adottate da molti governi europei, sia di destra che di sinistra, che negli ultimi anni hanno ostacolato l’immigrazione. Nonostante ciò, non è del tutto sorprendente, considerando che Sánchez, al potere dal 2018, ha sempre sostenuto un approccio positivo verso i flussi migratori.
La regolarizzazione è rilevante anche perché scaturisce da un’iniziativa di legge popolare, che negli anni scorsi ha chiesto la regolarizzazione straordinaria degli immigrati irregolari per garantire loro migliori condizioni di vita e lavoro. Questa iniziativa ha ricevuto il supporto di oltre 700mila cittadini, vari sindacati e della Chiesa cattolica.
Il governo ha scelto di adottare il decreto reale, un provvedimento normativo che non ha valore di legge ma che entra in vigore immediatamente senza passare attraverso il parlamento. Questo avviene in un contesto in cui il governo non dispone di una maggioranza e i partiti di destra e centrodestra si oppongono fermamente a tale misura.
Diversi esponenti dell’opposizione hanno criticato il provvedimento. Ester Muñoz, una parlamentare di spicco del Partito Popolare, il principale partito di centrodestra, ha accusato il governo di aver approvato questo decreto per distogliere l’attenzione pubblica dall’incidente ferroviario di Adamuz del 18 gennaio, in cui hanno perso la vita 45 persone.
Questa non è la prima regolarizzazione di massa in Spagna. L’ultima risale al 2005, quando un’altra amministrazione socialista, guidata da José Luis Rodríguez Zapatero, consentì la regolarizzazione di 576.506 persone.
C’è poco da fare, in Spagna si stanno muovendo in modo diverso rispetto a molti altri paesi europei. Qui da noi in Italia, invece, sembrano sempre più inclini a chiudere le porte. È davvero incredibile come certe politiche possano influenzare la vita delle persone. Speriamo che questa scelta possa portare a un miglioramento per tutti quei migranti che cercano solo una vita dignitosa. E chissà se un giorno anche noi faremo lo stesso…