Le nuove misure sull’immigrazione del governo tedesco
Il nuovo governo tedesco, capitanato dal cancelliere Friedrich Merz della CDU, si sta impegnando a rendere più severe le norme riguardanti la migrazione, seguendo l’esempio di diversi altri esecutivi europei, non solo di destra. Finora tali intenti si sono tradotti principalmente in dichiarazioni pubbliche, ma recenti eventi hanno illustrato un cambiamento concreto della situazione, riporta Attuale.
Giovedì Merz ha preso parte a un incontro informale tra governi con posizioni rigorose e conservatrici in materia migratoria, organizzato da Giorgia Meloni prima di ogni Consiglio Europeo. Il suo predecessore, Olaf Scholz dello SPD, non aveva mai partecipato a tali eventi. L’incontro, che ha visto la presenza dei leader di dodici nazioni e della presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, rappresenta un segnale importante.
La recente campagna elettorale si è focalizzata principalmente sull’immigrazione, tanto che anche l’SPD ha promesso modifiche alle leggi sull’accoglienza. Le elezioni sono state vinte dalla CDU, che ha formato una coalizione con l’SPD. Merz ha insistito per mantenere il ministero dell’Interno, nel quale ha nominato Alexander Dobrindt, esponente della CSU, il ramo bavarese del partito, noto per le sue posizioni ancor più conservatrici.
Tra le prime azioni di Dobrindt vi è l’introduzione di respingimenti ai confini per i richiedenti asilo, una pratica già attuata dal governo precedente con il ripristino dei controlli. Tuttavia, all’inizio di giugno, un tribunale di Berlino ha definito queste pratiche illegittime, suscitando anche le critiche del sindacato di polizia. Malgrado la sentenza, Dobrindt ha annunciato che i respingimenti continueranno, ignorando le preoccupazioni legali. Seppur un caso in particolare abbia riguardato un ricorso individuale, giuristi avvertono che il governo potrebbe perdere cause future sulla base delle normative europee e tedesche che garantiscono il diritto di asilo a chiunque metta piede in Germania.
Attualmente, l’apparente obiettivo del governo Merz è fare una forte impressione pubblica contro l’immigrazione, senza però realizzare azioni sostanziali. Ciò ha portato a una copertura mediatica positiva da parte di media di destra, con l’intento di erodere il consenso dell’estrema destra rappresentata dall’Alternative für Deutschland (AfD), che ha ottenuto buoni risultati alle recenti elezioni.
Un esempio di questa strategia è stata la conferenza stampa di Dobrindt, una settimana dopo l’inizio dei respingimenti, dove ha annunciato ben 739 respingimenti. Nonostante l’atteggiamento drammatico, i numeri forniti dal ministro risultano modesti rispetto alle quasi 230.000 richieste d’asilo ricevute dalla Germania nel 2024.
Nei giorni scorsi, accanto a una crescente alleanza tra Merz e Meloni, sono stati adottati provvedimenti più tangibili. Venerdì, il Bundestag ha votato per sospendere i ricongiungimenti familiari per i rifugiati per un periodo di due anni, coinvolgendo circa 400.000 persone. Questa misura era già stata implementata tra il 2016 e il 2018, sotto una precedente coalizione tra CDU e SPD, e il governo attuale è più spostato a destra e meno centrista rispetto a quello di allora.
Inoltre, è stata avviata una discussione su una proposta di legge per aumentare da 3 a 5 anni il periodo minimo di residenza necessario per presentare domanda di cittadinanza. Il governo ha anche comunicato che non fornirà più contributi alle ONG impegnate nel soccorso dei migranti nel Mediterraneo, come SOS Méditerranée e Sea-Eye, che avevano ricevuto un sostegno di 2 milioni di euro negli ultimi anni, su iniziativa dell’ex ministra degli Esteri Annalena Baerbock dei Verdi.
Tuttavia, non tutte queste misure sono state accolte con favore dall’SPD. Venerdì, la commissaria federale per le Migrazioni, Natalie Pawlik, ha dichiarato che l’integrazione funziona meglio quando i migranti possono riunirsi con le loro famiglie. Anche l’AfD ha votato a favore della sospensione dei ricongiungimenti familiari.
Il parlamentare della SPD, Lars Castellucci, che ha ricoperto il ruolo di commissario per i Diritti Umani nel Bundestag, ha evidenziato che già durante il governo precedente si era registrata una diminuzione di 100.000 richieste d’asilo, suggerendo una continuità nella gestione dell’immigrazione. «È fondamentale per l’SPD mantenere sia l’umanità che l’ordine», ha affermato Castellucci.