Il guru Bashirov: «L’Ucraina è l’ultima priorità. Conta solo la forza»

10.08.2025 08:55
Il guru Bashirov: «L'Ucraina è l'ultima priorità. Conta solo la forza»

«La vostra speranza, cari europei, è che si parli solo di Ucraina…». Ritorniamo a maggio scorso, quando Marat Bashirov, in un’intervista, espresse la sua convinzione che prima di qualsivoglia accordo tra le parti, ci fosse bisogno di un incontro tra Trump e Putin, affermando che tale passaggio fosse inevitabile. Oggi, Bashirov, ex deputato di Russia Unita, politologo e professore alla Scuola Superiore di Economia, nonché esperto influente con oltre un milione di follower su Telegram, vede ulteriori motivi per la sua certezza. «La discussione toccherà una vasta gamma di argomenti; il tema ucraino non sarà nemmeno il più rilevante. Né per noi, né per loro», riporta Attuale.

Quali sarebbero invece le priorità?

Bashirov delinea diversi aspetti che richiederanno attenzione: «Innanzitutto, la sicurezza nucleare, da rivedere considerando i nuovi sistemi d’arma che complicano l’intercettazione dei missili. Secondo, c’è il commercio mondiale. Le politiche di Trump stanno introducendo dazi strategici su diversi Paesi, limitando l’impatto su Russia e Cina, veri protagonisti della scena internazionale. Terzo, la situazione in Medio Oriente, intersecata da numerosi interessi, rappresenta un punto centrale. I nodi Israele-Palestina, Israele-Iran e Iran-alleati arabi sono chiavi in questo puzzle. Solo in un secondo momento, si discuterà della guerra in Ucraina, rilevante principalmente perché Trump ne parla continuamente.

La Russia rinuncerà a qualcuno degli obiettivi dell’Operazione militare speciale?

Bashirov confida che ciò sia improbabile: «Alcuni obiettivi possono essere descrittivi, come la denazificazione e la demilitarizzazione, mentre altri hanno già un valido supporto legislativo. Le quattro regioni annesse sono parte di questo scenario, ma senza una definizione chiara dei confini, che rimane cruciale. La Russia non accetterà mai una situazione simile a quella di Gorbaciov, dove ci si è spostati in avanti senza alcun accordo formale».

È più importante l’Operazione militare speciale o il riconoscimento internazionale che Putin potrebbe ottenere da questo incontro?

«Di cosa parliamo? In Europa, il ruolo della Russia come potenza mondiale è già riconosciuto, ma le parole sono poca cosa. Se l’incontro conduce a un accordo internazionale simile a quello di Helsinki per la sicurezza europea, ottenendo un riconoscimento formale, è un vantaggio. Tuttavia, non è fondamentale, poiché le dinamiche attuali sono governate dalla forza. La Russia possiede tale forza? Certamente. Gli Stati Uniti? Anche. L’Ucraina? Solo in parte. Questo è il nuovo paradigma», precisa Bashirov.

La soluzione «coreana», con il congelamento della situazione al confine, è accettabile per la Russia?

«Le quattro regioni contese saranno riconosciute o meno dagli Stati? Ci sono posizioni disparate. Molti non le riconosceranno mai come parte della Russia. La soluzione proposta per il conflitto in Corea, con truppe ferme, non è applicabile al nostro scenario. La situazione attuale vede movimenti costanti e diretti, mentre i risultati a lungo termine ci rivelano che questo legame con le linee di contatto non è sostenibile, data la sua incertezza giuridica».

La Russia si deve fidare di Trump?

Bashirov conclude: «La fiducia è legata all’utilità che Trump ricava dalle sue azioni. È un uomo guidato da ambizione e profitto. Se si prefigge vantaggi, potrà fungere da garante; in caso contrario, mostrerà apertamente ciò che ostacola i suoi interessi. Tuttavia, anche questa strategia ha il suo valore nel contesto attuale».

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