Il killer BTK e la sua sordida vita: dalla chiesa all’omicidio seriale a Wichita

14.10.2025 12:35
Il killer BTK e la sua sordida vita: dalla chiesa all'omicidio seriale a Wichita

Il killer BTK: la vita e i crimini di Dennis Rader

Tra il 1974 e il 1991, Dennis Rader assassinò dieci persone a Wichita, Kansas. Il suo operato, rimasto irrisolto per decenni, si concluse nel 2005 con l’invio alla polizia di un floppy disk rimandante alla sua chiesa, un passo falso che lo portò a una condanna a 175 anni di reclusione. I dettagli emergono dal nuovo documentario di Netflix “Mio padre, il killer BTK”, che esplora la doppia vita di un uomo che si mostrava come un rispettabile membro della comunità, ma era in realtà un serial killer, riporta Attuale.

Un oscuro segreto

Rader, noto come “killer BTK” (dall’inglese bound, torture and kill), viveva una vita apparentemente normale come membro della Chiesa Luterana e capo scout. Tuttavia, dietro la facciata si nascondeva un individuo con tendenze psicopatiche, come l’amore per la tortura degli animali e fantasie sessuali sadiche. Il suo modus operandi si rivelò letale dal primo omicidio, avvenuto il 15 gennaio 1974, quando assassinò l’intera famiglia Otero, composta da quattro membri, due dei quali erano bambini.

La scia di terrore

Nel corso degli anni, Rader continuò a uccidere in modo seriale, lasciando dietro di sé una scia di terrore e confusione. In lettere anonime ai media, si assunse la responsabilità dei delitti, vantandosi del suo potere sugli altri. I suoi crimini culminarono in una serie di omicidi che coinvolsero donne, come Shirley Vian e Nancy Fox, trovate strangolate e legate. La sua arroganza raggiunse il culmine con l’invio di missive che speculavano sul numero di vittime che avrebbe potuto ancora colpire.

Il ritorno e l’arresto

Dopo anni di silenzio, nel 2004 Rader riemerse con nuove lettere, portando alla luce omicidi non ancora identificati. Tuttavia, il suo errore fatale si rivelò l’invio di un floppy disk, da cui la polizia risalì alla sua identità. A febbraio del 2005, con il confronto del DNA e una rapida indagine, Rader fu arrestato, confermando la sua colpevolezza in dieci omicidi di primo grado.

Il processo e la condanna

Nel corso del processo, Rader si dichiarò colpevole e fornì descrizioni dettagliate dei suoi crimini, affermando che le sue azioni erano motivate da fantasie sessuali. Il verdetto finale, un’ingiunzione a dieci ergastoli senza possibilità di libertà condizionale, dimostrò la gravità delle sue azioni e la determinazione della giustizia. Oggi, la figlia Kerri Rawson continua a lavorare con le autorità per identificare eventuali altre vittime, sperando di fare luce sul buio passato di suo padre.

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