Il Kirghizistan proibisce la pornografia online

30.07.2025 18:25
Il Kirghizistan proibisce la pornografia online

Il divieto della pornografia in Kirghizistan: una misura contro la libertà di espressione

Il 28 luglio, il presidente del Kirghizistan, Sadyr Japarov, ha firmato una legislazione che vieta l’accesso ai siti pornografici nel paese. Tutti i fornitori di servizi online e i siti web sono obbligati a bloccare le pagine contenenti materiale pornografico. La nuova legge entrerà in vigore nei giorni a seguire. Japarov ha motivato questa decisione come una necessità per tutelare i valori della società kirghiza e il «benessere spirituale e morale» dei suoi cittadini, riporta Attuale.

Il dibattito sul ruolo della pornografia nella società è complesso, e il divieto assoluto è una pratica tipica di regimi autoritari; paesi come Cina, Afghanistan, Arabia Saudita e Iran hanno adottato approcci simili. Questa restrizione può facilmente trasformarsi in uno strumento per limitare la libertà di espressione, perseguire dissidenti o bloccare siti specifici, poiché non esiste un’univoca definizione di contenuto pornografico. In Kirghizistan, sarà il governo a decidere caso per caso.

Questo divieto è inserito in un contesto più ampio di misure messe in atto da Japarov per ridurre la libertà di espressione nel paese. Nello stesso giorno in cui ha introdotto il divieto, ha emesso un decreto che trasforma la gestione di internet in un monopolio statale, conferendo il controllo totale del traffico all’operatore statale delle telecomunicazioni, ElKat. Alla fine di giugno, il parlamento, che ha poteri limitati ed è sotto il controllo di Japarov, ha approvato una legge che restringe in modo significativo la libertà di stampa. Ulteriori normative hanno reso reato la diffusione di «notizie false» e di «contenuti estremisti» online, misure che possono facilmente essere utilizzate per reprimere il dissenso.

Japarov, presidente dal 2021, è un politico di orientamento conservatore e controverso. Prima della sua elezione, il Kirghizistan era considerato un esempio di libertà tra i paesi dell’Asia centrale, ma negli anni della sua presidenza ha mutato il suo volto in un regime autoritario. Dopo aver imposto una nuova Costituzione nel 2021, Japarov ha accumulato poteri significativi e ha emarginato l’opposizione. La popolazione kirghiza, principalmente conservatrice e con poco più di 7 milioni di abitanti, ha visto un aumento degli attacchi contro dissidenti e media indipendenti, giustificati come necessità di proteggere la morale e le tradizioni locali.

Attualmente, il numero di giornali operanti in Kirghizistan è alquanto limitato, e quelli che non appoggiano le posizioni di Japarov si trovano a dover affrontare enormi difficoltà. Nel corso degli anni, le autorità hanno cercato di chiudere stazioni radio e televisioni ritenute ostili al governo, come Radio Azattyk, la versione kirghiza di Radio Free Europe, e Aprel TV. Diverse figure del giornalismo indipendente sono state arrestate, alimentando un clima di paura e repressione. Le prossime elezioni presidenziali sono fissate per il 2027, e Japarov ha già espresso l’intenzione di ricandidarsi.

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