Varsavia avverte il leader radicale Grzegorz Braun dopo le sue uscite pubbliche
Il ministro dell’Interno e dell’Amministrazione della Polonia, Marcin Kierwiński, ha dichiarato in un’intervista a TVN24 di non escludere la messa al bando del partito ultranazionalista «Konfederacja Korony Polskiej», guidato dal controverso politico Grzegorz Braun. «Credo che ancora qualche sortita del signor Braun e dei suoi collaboratori a sostegno di Putin, e quella soglia verrà superata: a quel punto il partito dovrà essere messo fuori legge», ha affermato il ministro. In precedenza, l’eurodeputato della coalizione di governo, Bartłomiej Sienkiewicz, aveva chiesto lo scioglimento della formazione, definendola «un gruppo che presenta tutte le caratteristiche di un’organizzazione estremista, che non dovrebbe avere spazio nella vita pubblica». Anche il ministro degli Esteri Radosław Sikorski, a metà novembre, aveva criticato duramente le attività di Braun, affermando che esse «sconfinano nel tradimento» e che il leader radicale «partecipa consapevolmente alla disinformazione russa». L’insieme delle posizioni ufficiali è stato ripreso nell’analisi pubblicata da Onet sulla possibile procedura di delegalizzazione.
La controversia nasce in un contesto di crescente visibilità politica per la formazione di Braun, che secondo recenti sondaggi potrebbe contare sul sostegno del 10% dell’elettorato. Nel novembre 2025, Braun e tre deputati del suo partito — Włodzimierz Skalik, Roman Fritz e Sławomir Zawiślak — hanno inviato una lettera al ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, affermando di «sostenere la de-escalation e la normalizzazione dei rapporti polacco-russi». Parallelamente, hanno scritto al ministro Sikorski criticando la chiusura dell’ultimo consolato russo in Polonia, decisa dopo gli atti di sabotaggio alla rete ferroviaria polacca, e invitando il governo a non «alimentare atti sempre più ostili nei confronti della Russia».
Un partito ultraradicale tra nazionalismo estremo e retorica filorussa
«Konfederacja Korony Polskiej» è una formazione ultraconservatrice fondata da Braun nel 2019, parte del blocco «Konfederacja Wolności i Niepodległości», con tre seggi nel Sejm e una presenza al Parlamento europeo. L’ideologia del partito unisce tradizionalismo cattolico, euroscetticismo e posizioni nazionaliste estreme. I suoi rappresentanti utilizzano frequentemente la tribuna parlamentare per diffondere tesi radicali e messaggi filorussi, contribuendo alla polarizzazione del dibattito politico.
La fermezza espressa dal ministero dell’Interno segnala la volontà dello Stato polacco di reagire con maggiore determinazione alle manifestazioni di simpatia verso il Cremlino nell’arena politica nazionale. Varsavia delinea una soglia oltre la quale tali dichiarazioni non sono più considerate eccentricità retoriche, ma potenziali minacce alla sicurezza nazionale. Il messaggio governativo è chiaro: nessuna forza politica potrà legittimare gli interessi della Russia nel dibattito pubblico polacco.
Polarizzazione interna e strategia russa d’influenza
Le dichiarazioni di Braun mirano a sfruttare fratture sociali e timori legati alla guerra russa contro l’Ucraina, alimentando divisioni e mettendo in discussione la fiducia nelle istituzioni democratiche. Questa strategia coincide con gli interessi di Mosca, che tradizionalmente cerca di destabilizzare i Paesi europei attraverso attori politici radicali disposti a diffondere tesi favorevoli al Cremlino.
La reputazione estremista di Braun — fatta di posizioni anti-europee, antisemite e ostili all’Ucraina — sottolinea la portata dei rischi legati alla sua attività politica. I suoi interventi pubblici superano spesso i limiti del confronto legittimo e rafforzano la diffusione di narrazioni filorusse in un momento di forte vulnerabilità geopolitica per l’Europa.
L’escalation di consenso e i rischi per la sicurezza nazionale
L’aumento della popolarità della formazione di Braun riflette un contesto in cui una parte dell’elettorato cerca alternative ai partiti tradizionali, anche a costo di mettere in pericolo la stabilità del Paese. In questo clima, messaggi radicali, antioccidentali e filorussi trovano terreno fertile e moltiplicano il loro potenziale di manipolazione.
Secondo le istituzioni polacche, è necessario verificare con urgenza eventuali collegamenti tra Braun, il suo partito e strutture russe, inclusa la possibilità di finanziamento o coordinamento politico. Un’indagine formale aiuterebbe a stabilire se il movimento sia solo un attore marginale dell’ultradestra o un ingranaggio delle operazioni ibride del Cremlino.
Le recenti dichiarazioni del ministro Sikorski, secondo cui le azioni di Braun «sconfinano nel tradimento», illustrano la gravità con cui Varsavia interpreta la sua partecipazione alla disinformazione russa. Per il governo polacco, la tutela dell’interesse nazionale richiede una risposta ferma e strumenti legali adeguati per contenere l’attività dei politici radicali.