Il network degli autocrati, la crisi delle democrazie
Il previsto summit tra Donald Trump, presidente degli Stati Uniti e simbolo del «mondo libero», e Xi Jinping, leader della Cina e sostenitore di un «sistema globale» alternativo, è stato annullato senza una nuova data stabilita per l’incontro. Entrambi i leader, che si erano incontrati l’ultima volta in Corea del Sud lo scorso ottobre, rappresentano un fenomeno preoccupante: il retrocesso delle democrazie e l’emergere di una rete di autocrazie e sovranismi pronte a mettere da parte ideologie e religioni per perseguire i propri interessi, riporta Attuale.
Nel contesto di questa crisi, l’Iran è un attore significativo: oggi ha perso un membro di alto profilo, Ismail Khatib, ministro dell’Intelligence, ucciso in un attacco aereo israeliano. Questo avviene nel 19esimo giorno di conflitto armato, mentre i combattimenti continuano nel contesto di un complesso militare in espansione. Inoltre, anche notizie da Danimarca, Nepal e Regno Unito si susseguono in una narrativa globale di tensioni crescenti. Nonostante il deterioramento delle democrazie, il recente rapporto Democracy Report 2026 del V-Dem Institute segnala che, attualmente, il 74% della popolazione mondiale vive sotto regimi autocratici, un dato allarmante che mette in luce l’erosione dei principi democratici come la libertà di stampa e la separazione dei poteri.
Il nuovo AuthCollab Index rivela l’organizzazione crescente della cooperazione tra regimi autoritari, mostrando che la Cina e la Russia occupano il centro di questo asse autocratico, insieme all’Iran, partecipando a circa due terzi degli eventi di collaborazione tra il 2024 e il presente. In questo scenario, ideologie e religioni passano in secondo piano rispetto agli interessi comuni delle autocrazie, promuovendo una vera e propria infrastruttura internazionale dell’autoritarismo, che include media e tecnologie di sorveglianza, oltre a reti politiche sempre più interconnesse.
Con l’intensificarsi delle collaborazioni tra le autocrazie, è fondamentale mantenere la vigilanza sulla democrazia e sui diritti umani, promuovendo la cooperazione con i partner democratici a livello globale, partendo dall’Unione Europea e includendo le democrazie emergenti.