Il Papa lancia un appello per un’educazione non violenta e inclusiva nel contesto dell’emergenza educativa

28.10.2025 17:05
Il Papa lancia un appello per un'educazione non violenta e inclusiva nel contesto dell'emergenza educativa

Città del Vaticano: il Papa lancia un nuovo appello all’educazione in un mondo in crisi

Città del Vaticano, 28 ottobre 2025 – Mai come adesso bambini e giovani sono esposti “a fragilità inedite“. C’è bisogno di educare a un linguaggio non violento, di costruire ponti e non muri, per una “pace disarmata e disarmante“. Anche perché “nessun algoritmo potrà sostituire ciò che rende umana l’educazione: poesia, ironia, amore, arte, immaginazione, la gioia della scoperta e perfino l’educazione all’errore come occasione di crescita”, riporta Attuale.

Il Papa Leone XVI ha rilanciato il Patto educativo globale del predecessore Francesco, pubblicando la lettera apostolica Disegnare nuove mappe di speranza in occasione del sessantesimo anniversario della dichiarazione del Concilio Vaticano II, Gravissimum educationis, che si concentra sull’educazione cristiana. In un contesto segnato da una vera e propria “emergenza educativa”, il Pontefice evidenzia l’importanza di sviluppare un’educazione che risponda ai bisogni attuali e offre direzioni chiare.

Il documento ecclesiastico, che si allinea sia al testo del Concilio che alla dottrina bergogliana, stabilisce tre priorità cruciali: innanzitutto, “la vita interiore” dei giovani, che richiede “spazi di silenzio”, discernimento e dialogo con la coscienza e con Dio. Inoltre, si affronta la sfida dell’Intelligenza artificiale, sottolineando la necessità di “formare all’uso sapiente delle tecnologie e dell’IA, mettendo la persona prima dell’algoritmo e armonizzando intelligenze tecnica, emotiva, sociale, spirituale ed ecologica”. Infine, si richiede una disarmo del linguaggio per evitare contrapposizioni e tensioni nella vita quotidiana.

Il documento si propone come una guida per tutti coloro che, all’interno delle famiglie e della società, accettano il mandato educativo cristiano, daw leggersi come “un’opera corale” che si inserisce nel contesto globale della missione della Chiesa: la salus animarum. Per chiarire il punto, il Pontefice attinge a Platone e alla sua Apologia di Socrate, affermando che educare significa “prendersi cura dell’anima”, richiedendo tempo, fiducia, competenza, giustizia e misericordia. La verità, ricorda Leone XVI, “si ricerca in comunità e ogni uomo ha bisogno dell’aiuto dell’altro per avanzare nel cammino”.

Per educare, il Papa sottolinea la necessità di stabilire reti che seguano i sette percorsi indicati da Bergoglio, definiti “un’eredità profetica”. Questi itinerari, che rimangono essenziali, si concentrano su: porre al centro la persona; ascoltare bambini e giovani; promuovere la dignità e la piena partecipazione delle donne; riconoscere la famiglia come prima educatrice; aprirsi all’accoglienza e all’inclusione; rinnovare l’economia e la politica al servizio dell’uomo; custodire la casa comune.

Il Papa ha poi fatto un richiamo specifico alle scuole cattoliche, esortandole a non dimenticare i poveri, collegando la lettera apostolica alla sua recente esortazione Dilexi te riguardo al legame inscindibile tra fede e carità. “Serve coraggio nel garantire accesso ai più poveri, nel sostenere famiglie fragili, nel promuovere borse di studio e politiche inclusive – afferma il Pontefice. La gratuità evangelica non è retorica: è stile di relazione, metodo e obiettivo“.

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