Il Senegal raddoppia le pene per i rapporti omosessuali: approvata una legge draconiana
Il parlamento del Senegal ha approvato una legge che raddoppia la pena massima per i rapporti omosessuali, definiti nel testo come «atti contro natura», in un contesto di crescente repressione della comunità gay nel paese. La normativa precedente prevedeva pene da 1 a 5 anni di carcere; con la nuova legge, voluta dal primo ministro Ousmane Sonko, il massimo diventa 10 anni, riporta Attuale.
La legge è passata praticamente all’unanimità con 135 voti a favore e zero contrari; tre deputati si sono astenuti. Oltre a raddoppiare le pene, il provvedimento prevede anche pene da 3 a 7 anni per chi venga giudicato colpevole di promuovere o finanziare relazioni tra persone dello stesso sesso. Durante la discussione in aula, la deputata Diaraye Ba ha dichiarato, tra gli applausi di alcuni colleghi: «Gli omosessuali non respireranno più in questo paese. Gli omosessuali non avranno più libertà di espressione in questo paese».
Il Senegal, paese a maggioranza musulmana, ha storicamente punito i rapporti omosessuali con il carcere fin dal 1966. L’omosessualità è stigmatizzata anche nella società, con arresti frequenti sostenuti dall’opinione pubblica. Attualmente, almeno 32 dei 54 paesi africani hanno leggi che proibiscono le relazioni omosessuali e in nazioni come Uganda, Mauritania e Somalia si applica anche la pena di morte. In altre, come Sudan, Kenya, Tanzania e Sierra Leone, le pene variano dai 10 anni all’ergastolo.