Il Parlamento europeo rinvia il voto sull’accordo commerciale con gli Stati Uniti dopo la sentenza della Corte Suprema sui dazi di Trump

23.02.2026 17:15
Il Parlamento europeo rinvia il voto sull'accordo commerciale con gli Stati Uniti dopo la sentenza della Corte Suprema sui dazi di Trump

Rinvio del voto sull’accordo commerciale UE-USA dopo la sentenza della Corte Suprema

Lunedì, il Parlamento europeo ha deciso di rinviare il voto per l’approvazione dell’accordo commerciale con gli Stati Uniti, firmato lo scorso luglio dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e dal presidente statunitense Donald Trump, riporta Attuale. Questa decisione è stata presa a seguito della sentenza di venerdì della Corte Suprema degli Stati Uniti, che ha dichiarato illegittima la maggior parte dei dazi imposti da Trump, la cui annullamento sembra ormai inevitabile, essendo emersa una situazione di incertezza.

Il voto, inizialmente previsto per martedì 24 febbraio, è stato comunicato dall’europarlamentare tedesco Bernd Lange, relatore per l’iter dell’accordo. Lange ha inoltre annunciato che si terrà un nuovo incontro la settimana prossima, con la prospettiva di un voto successivo. L’accordo contempla una tassa del 15% sui beni esportati dall’Unione verso gli Stati Uniti, mentre non prevede dazi per i beni americani importati in Europa.

La sentenza della Corte Suprema ha stabilito che i dazi di Trump sono stati introdotti in maniera illegittima tramite una legge emergenziale, nota come IEEPA, non passando per il Congresso come normalmente richiesto. I giudici hanno sottolineato che il presidente non poteva utilizzare tale legge e non potrà in futuro fare affidamento su di essa. Subito dopo la sentenza, Trump ha annunciato l’intenzione di applicare nuovi dazi del 10% verso tutti i paesi, per poi incrementare tale percentuale al 15%, con l’entrata in vigore prevista per il 26 febbraio.

A gennaio, il Parlamento europeo aveva già sospeso la ratifica dell’accordo in segno di protesta per la decisione di Trump di imporre dazi ai paesi che avevano inviato truppe in Groenlandia, territorio danese oggetto di contesa. Tuttavia, i lavori erano poi ripresi.

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