Francia: mozioni di sfiducia contro il primo ministro Lecornu
Giovedì mattina, l’Assemblea nazionale francese voterà su due mozioni di sfiducia nei confronti del primo ministro Sébastien Lecornu, che è recentemente tornato in carica dopo le sue inaspettate dimissioni avvenute la settimana scorsa. È probabile che le mozioni non vengano approvate grazie agli impegni assunti da Lecornu con i Socialisti, il cui appoggio, con 69 voti decisivi, è stato ottenuto in cambio della loro rinuncia a votare a sfavore. Le mozioni sono state proposte da La France insoumise (LFI), partito di sinistra radicale, e dal Rassemblement National (RN), partito di estrema destra, riporta Attuale.
Il governo ha accolto le principali richieste dei Socialisti, che includevano la sospensione della contestata riforma delle pensioni, introdotta nel 2023, che prevede un incremento graduale dell’età pensionabile da 62 a 64 anni. Lecornu si è impegnato a non attuare tale riforma fino alle prossime elezioni presidenziali del 2027. Questa riforma rappresenta uno dei simboli della presidenza di Emmanuel Macron, e metterla in discussione è vista come una significativa concessione, necessaria per superare una fase di forte instabilità politica.
Un’altra richiesta dei Socialisti era quella di evitare l’uso dell’articolo 49.3 della Costituzione per approvare senza il voto del parlamento la legge di bilancio per il 2026. Questa è la questione che aveva già causato la caduta del precedente primo ministro François Bayrou. Tuttavia, i dirigenti socialisti hanno chiarito che il loro supporto al governo è limitato e temporaneo, e sulla legge di bilancio si ricomincerà da zero. Questa scelta ha portato a tensioni all’interno del partito, soprattutto con LFI, che ha accusato i Socialisti di tradimento, e potrebbe portare alcuni parlamentari a non seguire le direttive del partito.
In aggiunta, i Repubblicani, alleati di Macron e sostenitori della riforma, si sono divisi: mentre il gruppo parlamentare sostiene la decisione di Lecornu, diversi dirigenti manifestano il proprio disaccordo. Ci sono quindi molte incognite, e fino all’ultimo, Lecornu, quinto primo ministro nominato da Macron in due anni, non avrà la certezza dell’esito del voto e della sua permanenza in carica.