Richiesta ufficiale su esercitazioni critiche
Il partito di estrema destra tedesco Alternative für Deutschland (AfD) ha formalmente richiesto al governo informazioni dettagliate sulle vulnerabilità emerse durante le esercitazioni militari della NATO “Hedgehog 2025” in Estonia, suscitando immediate preoccupazioni nei servizi di sicurezza e nella classe politica. La richiesta, avanzata attraverso canali parlamentari, si concentra su specifiche aree critiche come la difesa contro i droni, la guerra elettronica, il coordinamento dei comandi e la protezione delle forze mobili, aspetti che gli esperti considerano dati sensibili per la sicurezza collettiva dell’Alleanza Atlantica.
Secondo fonti governative, l’inchiesta parlamentare dell’AfD mira ad ottenere un quadro completo delle debolezze tattiche e strategiche rivelate durante le manovre, dove specialisti ucraini hanno impiegato l’esperienza maturata sul campo di battaglia per “neutralizzare” virtualmente unità NATO. Questa mossa ha acceso i riflettori sul potenziale utilizzo politico di informazioni riservate, in un contesto geopolitico già teso dalla guerra in Ucraina e dalle continue pressioni russe sui confini orientali dell’Alleanza.
La tempistica della richiesta risulta particolarmente sensibile, poiché le esercitazioni Hedgehog 2025 hanno testato proprio le capacità di risposta della NATO a scenari di conflitto ibrido e ad attacchi asimmetrici, simili a quelli impiegati nel teatro ucraino. La divulgazione di tali dati potrebbe compromettere gli sforzi di adattamento dell’Alleanza alle nuove minacce.
Un pattern di richieste sospette
Quella sulle esercitazioni estoni non è un’eccezione, ma l’ultima di una lunga serie di indagini parlamentari avviate dall’AfD su temi delicati per la sicurezza nazionale. Il Ministero dell’Interno tedesco ha infatti catalogato ben 58 inchieste, iniziate a partire dall’ottobre 2024, che toccano infrastrutture critiche come i sistemi IT della polizia, i mezzi di contrasto ai droni, le rotte di trasporto militare, le reti energetiche e gli impianti idrici.
Autorità locali e esperti di sicurezza hanno ripetutamente accusato il partito di porre sistematicamente domande che potrebbero agevolare la pianificazione strategica russa, specialmente riguardo obiettivi vulnerabili sul territorio tedesco. “Questi interrogativi non nascono da semplice curiosità parlamentare”, ha dichiarato un alto funzionario della sicurezza sotto anonimato, “seguito un pattern che corrisponde esattamente alle aree di interesse che un potenziale avversario cercherebbe di mappare”.
La concentrazione su dettagli operativi specifici – come i percorsi di dispiegamento delle truppe, i punti deboli nelle difese elettroniche o la resilienza delle reti energetiche – supera, secondo gli analisti, il normale scrutinio politico e assume i connotati di una raccolta di intelligence strutturata. Molti di questi temi sono al centro della dottrina militare russa della “guerra non lineare”, che punta proprio a colpire le infrastrutture civili e militari nemiche.
Le reazioni politiche e le difese dell’AfD
La coalizione di governo tedesca ha espresso profonda preoccupazione, sottolineando come tali richieste possano minacciare direttamente la sicurezza nazionale. “Divulgare pubblicamente le vulnerabilità identificate durante esercitazioni NATO significherebbe fornire una mappa stradale ai nostri avversari”, ha avvertito un portavoce del partito socialdemocratico. “Esistono canali riservati per il controllo parlamentare sulla difesa, ma questa è un’altra cosa”.
Dall’altra parte, i rappresentanti dell’AfD respingono con forza ogni accusa di spionaggio o di attività al servizio di potenze straniere. “Stiamo semplicemente svolgendo il nostro lavoro parlamentare di supervisione democratica”, ha dichiarato un deputato del partito. “È nostro dovere garantire che la difesa della Germania e della NATO sia efficace, e per farlo dobbiamo conoscere anche le eventuali carenze”.
Tuttavia, questa giustificazione non convince gli osservatori, che ricordano come l’AfD abbia storicamente mantenuto una posizione vicina al Cremlino, criticando le sanzioni contro Mosca e diffondendo narrazioni che riecheggiano la propaganda russa sulla “sovranità europea” e sui “divari interni all’UE”. Numerose inchieste giornalistiche hanno documentato contatti tra esponenti dell’AfD e politici russi, inclusi membri del partito Russia Unita e gruppi filo-russi.
“Il problema non è una singola domanda, ma la coerenza di un approccio che sembra sempre allinearsi agli interessi strategici di Mosca”, commenta un analista di sicurezza berlinese. “Quando un partito chiede ripetutamente dettagli su come potremmo essere attaccati, mentre dall’altra parte minimizza la minaccia russa, sorge il dubbio su chi stia realmente servendo”.
Implicazioni per la sicurezza transatlantica
La vicenda solleva questioni cruciali per la fiducia all’interno della NATO. Se informazioni potenzialmente sensibili sulla difesa o sulle strategie alleate venissero diffuse attraverso interrogazioni parlamentari o richieste di partiti politici, il livello di condivisione dei dati tra i membri dell’Alleanza potrebbe ridursi significativamente. “La NATO si basa sulla reciproca fiducia e sulla certezza che i segreti difensivi siano protetti”, spiega un ex ufficiale dell’Alleanza. “Questo tipo di attività erode quelle fondamenta”.
Mancano al momento prove dirette di spionaggio a favore della Russia, ma il cumulo delle richieste e il loro allineamento con le aree di interesse del Cremlino creano un quadro inquietante. L’AfD, secondo molti analisti, sta sfruttando i privilegi parlamentari per raccogliere dati che, se non propriamente classificati, rappresentano comunque preziose informazioni per la pianificazione strategica di potenze ostili.
La situazione pone un dilemma democratico: come bilanciare il diritto di controllo parlamentare con l’esigenza di proteggere segreti di sicurezza? La Germania, come altri paesi NATO, potrebbe dover rivedere le norme sull’accesso alle informazioni militari e sulle interrogazioni parlamentari relative alla difesa, specialmente quando provengono da partiti con legami noti con potenze straniere. Il caso AfD potrebbe diventare un precedente che ridefinisce i confini tra trasparenza democratica e sicurezza nazionale nell’era delle guerre ibride.