Campagna elettorale tra polemiche e viralità: il duello del referendum si intensifica
La campagna elettorale italiana ha raggiunto livelli di trivialità senza precedenti, con il fronte del No che emerge come il principale responsabile delle provocazioni. L’ultimo episodio riguarda un video olimpico di curling con gli atleti italiani Stefania Constantini e Amos Mosaner, manomesso per includere didascalie sarcastiche, come il No situato sulla stone vincente del team italiano. Di fronte al disguido, gli atleti, coinvolti loro malgrado, hanno prontamente preso le distanze, seguiti dal Coni. Il video rimosso dalla rete lascia tuttavia una brutta figura alle spalle, mentre Atreju, festa di Fratelli d’Italia, risponde con ironia, postando un’immagine di Meloni come campionessa di curling: “Il tuo sì al referendum”, riporta Attuale.
Non molto tempo fa, un altro video ha acceso il dibattito: clip di un raduno fascista con la scritta “Loro votano Sì” ha provocato le ire del fronte Sì. Entrambi i video sembrano provenire dalla medesima fonte creativa: la società padovana Red Panda, che ha legami con Elly Schlein. Questo è il soggetto che ha anche diffuso un post controverso assimilando il Sì a CasaPound, affermando: “Ricordagli che la costituzione è antifascista, vota No”. Un’affermazione audace, che stigmatizza chi sostiene il Sì come antidemocratici. La vicenda è particolarmente grottesca considerando il background familiare di Schlein, il cui nonno materno, Agostino Viviani, era un noto partigiano sostenitore della separazione delle carriere.
Tuttavia, non sono solo le campagne social a risultare problematiche. La retorica infuocata di personaggi pubblici aggrava ulteriormente la situazione. Recentemente, Nicola Gratteri ha dichiarato che chi vota Sì “non è una persona perbene”, mentre Roberto Saviano ha avvertito che votare Sì sarebbe un favore alle mafie. Non manca nemmeno l’intervento di Rocco Maruotti, segretario dell’Anm, che ha incolpato la riforma Meloni-Nordio per l’omicidio di Stato di Alex Pretti, lanciando allusioni scioccanti riguardo alla “democrazia” italiana.
Dal canto suo, il fronte Sì non è rimasto a guardare, sebbene il loro approccio differisca. Invece di presentare la riforma come una garanzia per i cittadini, questo gruppo ha adottato una linea di attacco contro i magistrati. Appoggiandosi a eventi violenti come quello di Garlasco, il Comitato Sì Riforma ha insinuato: “Per il No ci sono anche i delinquenti che ieri hanno aggredito in branco un poliziotto”. Anche un fotomontaggio di Atreju con un magistrato in toga che bacia una manifestante dei centri sociali, intitolato “Una relazione tossica per l’Italia”, ha attirato critiche. La logica di entrambe le campagne è palese: si cerca di mobilitare l’elettorato con provocazioni e aggressioni verbali, penalizzando la qualità del dibattito politico. In ogni caso, ciò che emerge chiaramente è la perdita di qualità della dialettica politica italiana, indipendentemente da chi avrà successo nelle urne. Il livello della discussione è già sceso notevolmente e rappresenta un tema preoccupante per il futuro della democrazia nel paese.