La Nuova Strategia di Difesa degli Stati Uniti: La Russia Considerata una Minaccia Gestibile
DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
New York – Il Pentagono ha aggiornato la sua percezione delle minacce globali, posponendo la Cina come priorità numero uno, ora considerata la priorità numero 2. La Strategia di difesa nazionale, pubblicata ieri sera dal Pentagono, pone al centro la difesa dell’Emisfero occidentale, in linea con la Strategia per la sicurezza nazionale emanata dalla Casa Bianca alla fine dell’anno scorso, e in linea con le operazioni militari statunitensi in Venezuela e gli sforzi per acquisire la Groenlandia, riporta Attuale.
Il documento presenta una critica alle amministrazioni precedenti, accusandole di trascurare gli interessi americani e compromettere l’accesso al Canale di Panama e alla Groenlandia. La strategia, redatta ogni quattro anni, si concentra sugli “interessi pratici” degli Stati Uniti, includendo la sicurezza delle frontiere e la lotta al narcotraffico, mentre sollecita un abbandono di “strategie grandiose”. Citando la Dottrina Monroe, il Pentagono afferma che gli Stati Uniti non devono “cedere accesso o influenza su terreni chiave” nell’Emisfero occidentale.
Inoltre, la strategia indica che l’esercito fornirà al presidente opzioni credibili per garantire l’accesso a territori strategici, dall’Artico al Sudamerica, in particolare la Groenlandia, il Golfo d’America e il Canale di Panama. Nonostante la volontà di evitare un’agenda isolazionista, il documento chiarisce che gli Stati Uniti si aspettano che gli alleati contribuiscano di più, mentre il focus rimane sull’Emisfero occidentale.
A differenza della Strategia di sicurezza della Casa Bianca, questo piano non critica fortemente l’Europa, ma sottolinea un apparente declino dell’importanza del Vecchio Continente. “Sebbene l’Europa rimanga cruciale, sta perdendo una porzione sempre più ridotta del potere economico globale. Anche se siamo e rimarremo impegnati in Europa, dobbiamo dare priorità alla difesa della patria americana e alla deterrenza della Cina”, si legge nel documento.
La Cina è ora descritta come una priorità numero due. Il rapporto afferma che gli Stati Uniti non cercano di “strangolare o umiliare” la Cina, puntando a una deterrenza “attraverso la forza, non il confronto.” Si evidenzia l’intenzione di fornire “forza militare per la diplomazia” del presidente Trump, con l’obiettivo di mantenere un equilibrio di potere nell’Indo-Pacifico, favorendo un clima di pace per tutte le parti coinvolte.
Il rapporto menziona anche le minacce da Russia, Iran e Corea del Nord, ma con minore rilevanza. La guerra tra Russia e Ucraina è menzionata solo brevemente, definendo la Russia come una “minaccia persistente ma gestibile” per i membri della NATO nel futur. Il Pentagono garantisce che le forze americane saranno pronte a difendere gli Stati Uniti da eventuali minacce dirette della Russia.
La strategia prevede, inoltre, un aumento della condivisione dei costi di difesa da parte degli alleati, inclusi Canada e Messico, nonché gli europei, e mira a ricostruire la base industriale della difesa. A differenza delle precedenti strategie, questa edizione è estremamente critica nei confronti dei predecessori alla Casa Bianca: “Per troppo tempo il governo americano ha dimenticato o rifiutato di mettere gli americani e i loro interessi concreti al primo posto. Precedenti amministrazioni hanno sperperato il nostro vantaggio militare. Il presidente Trump ha cambiato radicalmente la rotta”.