Strategia di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti: Nuove Direttive Focalizzate su Europa e Migrazione
DALLA NOSTRA INVIATA
WASHINGTON – Prima della pubblicazione ufficiale della Strategia Usa per la sicurezza nazionale, una versione più estesa è stata diffusa internamente, secondo quanto riportato da Defense One. Questo documento propone che gli Stati Uniti si concentrino su Paesi come Austria, Ungheria, Italia e Polonia per «rendere l’Europa di nuovo grande», spingendoli a distanziarsi dall’Unione Europea, riporta Attuale.
Il testo suggerisce di sostenere partiti e movimenti che mirano alla sovranità e alla preservazione dei tradizionali stili di vita europei, mantenendo un’alleanza pro-americana. Inoltre, si propone la creazione di un nuovo gruppo di Paesi, denominato C5 (Core 5), che includerebbe Stati Uniti, Cina, Russia, Giappone e India, escludendo l’Unione Europea dalle sue deliberazioni.
La Casa Bianca ha negato l’esistenza di qualsiasi versione alternativa della Strategia. La vice-portavoce Anna Kelly ha dichiarato: «Non esiste altra versione alternativa, privata o classificata». Kelly ha sottolineato la trasparenza del presidente Trump e ha affermato che le notizie sugli «altri documenti» provengono da individui lontani dall’amministrazione che non comprendono il contesto.
Il Dipartimento di Stato ha confermato di apprezzare la politica italiana sull’immigrazione, esprimendo preoccupazione per quella dell’UE. In un briefing con i giornalisti, è stato richiesto agli ambasciatori e ai consolati americani di raccogliere dati su crimini e abusi sui diritti umani connessi ai migranti, in quanto «le migrazioni di massa rappresentano una minaccia esistenziale per la civiltà occidentale e minano la stabilità dei partner chiave».
Il 24 novembre, in risposta a una domanda, un portavoce del Dipartimento di Stato ha elogiato i governi europei che si oppongono alla narrazione dominante sulla migrazione, citando la premier italiana Giorgia Meloni e il primo ministro ungherese Viktor Orbán come esempi di leadership che affrontano la crisi migratoria in modo proattivo. Sono state espresse preoccupazioni sul Patto per la migrazione e l’asilo dell’UE, ritenuto problematico per la sua centralizzazione delle politiche migratorie.