Proteste in Iran: il presidente Pezeshkian chiede un dialogo con i manifestanti
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha chiesto di dare ascolto alle legittime rivendicazioni di chi manifesta, dopo che per il secondo giorno consecutivo a Teheran ci sono state proteste nel bazar e nelle zone centrali contro le difficoltà economiche, le forti oscillazioni della valuta iraniana e il carovita, riporta Attuale.
«Ho chiesto al Ministro degli Interni di ascoltare le legittime richieste dei manifestanti, avviando un dialogo con i loro rappresentanti, affinché il governo possa fare tutto il possibile per risolvere i problemi e agire in modo responsabile», ha affermato Pezeshkian, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Irna.
Il sostentamento della popolazione è descritto dal presidente come «la sua preoccupazione quotidiana». Pezeshkian ha evidenziato che sono in programma misure fondamentali per riformare il sistema monetario e bancario, con l’obiettivo di preservare il potere d’acquisto della popolazione.
I commercianti nella capitale hanno chiuso o parzialmente chiuso i loro negozi, e le persone si sono radunate «scandendo slogan di protesta contro il tasso di cambio e la situazione economica», riporta l’agenzia Irna. Video condivisi su X mostrano manifestanti che marciano nel mercato e in strada, urlando frasi anti-regime e incoraggiando altri a unirsi a loro.
I Guardiani della Rivoluzione islamica sono in stato di massima allerta a Teheran da ieri, secondo fonti del gruppo d’opposizione Mek (Mojahedin del Popolo Iraniano). Le proteste, che includono gruppi di commercianti di telefoni cellulari, rappresentano un forte segnale di malcontento contro le forti fluttuazioni del tasso di cambio e i danni al mercato della telefonia mobile.
L’agenzia di stampa conservatrice Fars ha avvertito che le proteste rischiano di portare instabilità. L’economia iraniana è sotto forte pressione a causa dell’elevata inflazione e delle sanzioni occidentali legate al programma nucleare del Paese. Domenica, Pezeshkian ha presentato in Parlamento il bilancio per il prossimo anno persiano, che inizia il 21 marzo, ma ha affrontato critiche per il previsto aumento salariale del 20%, considerato insufficiente rispetto all’elevata inflazione.
Il presidente ha riconosciuto che l’aumento «non è proporzionale all’inflazione», chiedendo: «Qualcuno mi dica dove dovrei trovare i soldi». Ha annunciato che il governo attuerà agevolazioni fiscali e amplierà i programmi di sostegno alle famiglie, come i buoni spesa.
Secondo il Centro Statistico Iraniano, l’inflazione annua delle famiglie in Iran ha superato il 42,2% tra novembre e dicembre, con un’inflazione complessiva che ha oltrepassato il 52%. Inoltre, il rial si è svalutato del 39% rispetto al dollaro nel corso del 2025, sollevando dubbi tra i parlamentari sulla capacità del governo di stabilizzare l’economia e criticando la mancanza di un piano chiaro per frenare l’inflazione.