Il sindaco di Budapest: «Bruxelles non ceda ai populisti, serve un aiuto per l’Ucraina»

18.09.2025 22:55
Il sindaco di Budapest: «Bruxelles non ceda ai populisti, serve un aiuto per l’Ucraina»

Il sindaco di Budapest sfida Orbán sul sostegno all’Ucraina

DALLA NOSTRA INVIATA
BUDAPEST – «Siamo qui per fare in modo che Budapest non sia legata solo alla distruzione della democrazia ma anche alla sua rinascita». Il sindaco anti-Orbán, Gergely Karácsony, ha dichiarato fermamente la sua posizione durante il «Forum sulle democrazie sostenibili», sottolineando l’importanza di una resistenza «creativa» contro i regimi illiberali, riporta Attuale.

Karácsony ha preso l’iniziativa di strappare Budapest al partito Fidesz nel 2019, introducendo per la prima volta le primarie in Ungheria. Tra le sue azioni, ha anche promosso il Patto delle città libere del gruppo di Visegrád e ha contestato il governo Orbán in diverse occasioni, incluso un caso nel 2021 in cui ha bloccato l’approvazione per la costruzione di una università cinese, rinominando le strade circostanti con nomi come Hong Kong e Dalai Lama. Recentemente, ha trovato una scappatoia legale per permettere il Pride nonostante il divieto imposto da Orbán.

La più recente provocazione del sindaco è stata l’illuminazione del Ponte delle Catene con i colori della bandiera ucraina. Questo gesto è stato definito «oltraggioso» dai suoi avversari, in un momento di forte tensione tra Ungheria e Ucraina. Karácsony ha affermato: «Quello che sta accadendo in Ucraina è già successo in Ungheria; è incomprensibile l’atteggiamento del governo ungherese. Come città gemellata di Kiev, Budapest ha il dovere morale di aiutare».

Il governo ungherese ha ribadito che l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea contrasta con gli interessi nazionali. Karácsony ha controbattuto, affermando che «l’interesse ungherese e anche europeo è quello di avere un’Ucraina forte e indipendente tra noi e la Russia. Opponendosi all’ingresso di Kiev nell’Ue, il governo ungherese sta agendo contro l’interesse nazionale».

Ha inoltre sottolineato che gli interessi a breve termine, come l’importazione di petrolio a basso costo dalla Russia, stanno avvantaggiando un bilancio che beneficia della guerra in Ucraina, un errore che lui stesso ha detto di averti messo in evidenza anche Donald Trump.

In merito alle sanzioni imposte a Mosca, Karácsony ha riferito che Bruxelles ha sbloccato alcuni fondi per far cadere il veto ungherese. Ha avvertito che i politici populisti prosperano solo quanto viene loro concesso, e ha chiesto di non attribuire la colpa all’Ue per il mancato arrivo dei fondi, suggerendo che l’Ungheria dovrebbe riceverli attraverso i governi locali piuttosto che attraverso il governo nazionale.

Karácsony non si candiderà alle prossime elezioni contro Orbán, affermando che sarebbe più difficile per lui vincere un’elezione decisa prevalentemente nel resto del Paese. «Fidesz sta tornando con una nuova strategia, ma l’Ungheria non ha mai avuto una possibilità così alta di cambiamento negli ultimi 15 anni», ha dichiarato.

Il sindaco ha identificato la crisi economica come uno dei principali motori di questo cambiamento, evidenziando come l’ascesa di Orbán fosse stata sostenuta da una crescita economica. Ha messo in rilievo che la corruzione sta minando la reputazione del governo, portando anche l’attuale Primo Ministro a essere sotto scrutinio per la rapida crescita della sua ricchezza.

Karácsony ha suggerito la necessità di una maggiore autocritica nei confronti dei progressisti europei, affermando che la vera sfida posta dai populisti è reimmaginare e ricostruire la democrazia in forme nuove, possibilmente spostandosi da una democrazia liberale a una nuova forma di socialdemocrazia.

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