Italia e Germania consolidano la loro alleanza strategica a Roma
Roma, 24 gennaio 2026 – Il vertice intergovernativo tra Italia e Germania, tenutosi ieri a Roma a villa Doria Pamphilj, fra la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il cancelliere tedesco Friedrich Merz, segna un passo decisivo nella costruzione di un asse tra Roma e Berlino, caratterizzato da pragmatismo e visione, riporta Attuale.
Federico Ottavio Reho, coordinatore della ricerca del Wilfried Martens Centre for European Studies, analizza il contesto di questa alleanza.
“Le ragioni sono molteplici. Ci sono convergenze sui temi della competitività e della sburocratizzazione, che sono tra i punti principali dell’agenda del vertice intergovernativo Italia-Germania. Entrambe le nazioni, con forti settori manifatturieri, hanno criticato l’eccessiva burocrazia europea e stanno lavorando insieme per migliorare la competitività del continente”.
“Inoltre, vedo l’Italia e la Germania come due colombe nei rapporti transatlantici, sostenendo il dialogo nonostante le complicazioni e le pressioni da parte di nazioni come la Francia, che invocano una posizione più rigida. Pertanto, la sintonia non è solo economica, ma anche politica”.
Reho sottolinea l’importanza della stabilità politica per tutti i Paesi coinvolti: “La stabilità nazionale facilita un dialogo duraturo. A differenza della Francia, che sta vivendo una crisi politica, l’Italia e la Germania possono avviare una cooperazione più efficace”.
Che ruolo ha giocato il Partito Popolare Europeo (PPE) in questo contesto?
“Il PPE ha avuto un ruolo cruciale nel definire chiaramente le condizioni per collaborare con le forze politiche a destra, escludendo quelle propense a disarticolare l’Unione Europea. Ha anche rassicurato i tedeschi sulla presunta radicalità di Giorgia Meloni, dimostrando che le paure erano infondate. Il ministro Antonio Tajani, rappresentante principale del PPE nel governo italiano, ha avuto un ruolo fondamentale nel garantire questa collaborazione”.
Quali potrebbero essere le future direttrici della cooperazione tra Roma e Berlino?
“Prima di tutto, è fondamentale completare la transizione verso una politica economica e industriale europea condivisa, favorita dalla collaborazione tra conservatori e popolari per modificare il Green Deal, un tema cruciale per l’Italia e la Germania, Paesi con una forte tradizione manifatturiera. Poi, c’è il potenziale per rafforzare il dialogo nei rapporti transatlantici, sempre che le instabilità dovute a figure come Trump non ostacolino questo processo, e si riconosca il ruolo mediatore che l’Italia può svolgere. Inoltre, il riarmo della Germania potrebbe intensificare le collaborazioni industriali con l’Italia, in particolare nel settore della difesa, dove aziende come Leonardo giocano un ruolo di primo piano”.