Il tempo ristretto. Settimana decisiva alla Camera per il voto di fiducia

20.12.2025 07:15
Il tempo ristretto. Settimana decisiva alla Camera per il voto di fiducia

La manovra di Bilancio 2025: tempi stretti e situazione complessa

Lunedì 22 dicembre si svolgerà il voto su tabelle e pregiudiziali, seguito da un dibattito televisivo martedì con il voto di fiducia previsto per il pomeriggio. Tuttavia, il calendario finale sarà condizionato anche dai lavori della Commissione Bilancio al Senato, che sta cercando di approvare il mandato del relatore sul testo. In caso di tempistiche serrate in Senato, i deputati rischiano di trovare un testo blindato il 30 dicembre, a cui dovranno limitarsi a dire sì con un’ulteriore fiducia per completare i lavori entro fine anno, riporta Attuale.

IL TIMING DELLA MANOVRA

Se il testo subisse modifiche alla Camera, dovrebbe tornare al Senato, ma non ci sarebbero i tempi tecnici per ottenere l’ok entro fine 2025, portando a un esercizio provvisorio. Nel frattempo, dopo la rimozione del pacchetto pensioni e il ripensamento sui condomini, si spera che i colpi di scena al Senato siano ormai terminati. Alcuni membri della maggioranza sono preoccupati di dover tornare a votare sulla riforma della Corte dei Conti, già programmata per il 27 dicembre. La chiusura di Palazzo Madama è prevista per il 30.

ALLA CAMERA

In aula a Montecitorio si registra un clima di rassegnazione per l’ormai assente possibilità di modificare il testo. Rispetto all’anno precedente, quando la manovra iniziò alla Camera per poi passare al Senato con approvazione il 28 dicembre, quest’anno si prevede che il dibattito in Aula alla Camera inizi martedì 23 dicembre, con la votazione sulla questione di fiducia che dovrebbe avvenire il 28. Il termine ultimo per il voto e la trasmissione del testo al Quirinale per la controfirma del presidente della Repubblica è fissato per il 30, sempre che non ci siano imprevisti che modifichino l’intero calendario.

LAVORI A SINGHIOZZO

Il paradosso, come osservato da Pagella Politica, è che negli ultimi tre anni la Legge di Bilancio è stata presentata con un anticipo sempre maggiore rispetto ai governi precedenti, mentre i ritardi si sono ridotti anche negli ultimi due anni. Tuttavia, ciò non ha aumentato il tempo a disposizione per discussioni e modifiche da parte dei parlamentari. L’anno scorso, infatti, i senatori hanno avuto un giorno in più rispetto al 2023, totale di nove giorni. Quest’anno, i deputati potrebbero trovarsi con uno o due giorni in meno.

Alessandro D’Amato

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere