Sentenza del tribunale di Torino sul trattamento dei richiedenti asilo
Il tribunale della sezione civile di Torino ha condannato la questura della città e il ministero dell’Interno per pratiche che «impongono condizioni mortificanti e con effetti discriminatori» a coloro che si recano all’ufficio immigrazione per chiedere protezione internazionale o rinnovare il permesso di soggiorno, riporta Attuale.
La decisione del giudice fa riferimento a problemi legati alle lunghe file che si formano davanti all’ufficio, una situazione evidenziata in precedenti articoli di diverso media. Le persone in attesa erano costrette a rimanere per giorni, solo per fissare un appuntamento, e nei mesi invernali spesso dovevano affrontare temperature gelide per ore senza alcun riparo.
Il giudice Andrea Natale ha valutato la questione nell’ambito di una class action avviata da 18 richiedenti asilo, supportati dall’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (ASGI). La sentenza ordina alla questura di modificare l’organizzazione interna, permettendo la prenotazione online degli appuntamenti, e ha condannato il ministero dell’Interno a coprire spese legali di 13mila euro.
In seguito alla sentenza, la questura di Torino ha emesso un comunicato in cui sottolinea gli sforzi attuati nell’ultimo periodo per alleviare i disagi legati alle file. Tra le misure adottate ci sono l’implementazione di un sistema di prenotazione online, l’aumento del numero di sportelli disponibili per le richieste, l’allestimento di sale d’attesa e un incremento del personale negli uffici. Inoltre, il ministero dell’Interno ha annunciato l’intenzione di appellarsi contro la decisione del tribunale di Torino.
Assurdo, che nel 2023 si debba parlare di file e di condizioni inaccettabili per richiedere asilo. In un paese civile non si può lasciare la gente fuori al freddo per giorni!!! Spero che questo sia solo l’inizio di un cambiamento serio e non una semplice mossa per salvare la faccia…