Il tribunale di Trieste riconosce per la prima volta la maternità intenzionale di una madre lesbica dopo la morte

05.02.2026 20:25
Il tribunale di Trieste riconosce per la prima volta la maternità intenzionale di una madre lesbica dopo la morte

Il tribunale di Trieste riconosce la maternità di una madre lesbica per la prima volta in Italia

Il Tribunale di Trieste ha emesso una sentenza storica, riconoscendo per la prima volta in Italia la maternità di una donna lesbica. La madre, malata di tumore, è deceduta prima di poter riconoscere le due bambine avute tramite un percorso di procreazione medicalmente assistita effettuato all’estero dalla compagna. La decisione, pronunciata il 5 dicembre, è stata resa pubblica oggi – 5 febbraio – dalla Rete Lenford, che si occupa di diritti LGBTI+, e dall’avvocata Patrizia Fiore, che ha seguito il caso ‘pro bono’ per conto della Rete insieme con le colleghe Manuel Girola, Valentina Pontillo e Giulia Patrassi Leopardi, riporta Attuale.

La professoressa Federica Fontana, nota accademica di Archeologia all’università di Trieste, è morta all’età di 61 anni il 19 maggio 2024, dopo una lunga malattia. Il tribunale ha ora riconosciuto le sue bambine, nate dalla relazione con la moglie Emanuela Murgia, 46 anni. Questo caso rappresenta un importante passo legale nella giurisprudenza italiana riguardo alla maternità intenzionale e al riconoscimento dei diritti familiari per le coppie dello stesso sesso.

È il primo caso in cui è stata avviata un’azione di stato per riconoscere il rapporto di filiazione con una persona defunta in contesto di procreazione medicalmente assistita. La professoressa Fontana non ha potuto riconoscere le figlie alla nascita, in quanto tale dichiarazione era stata rifiutata dagli uffici competenti per contrarietà alla normativa vigente. A settembre 2024, pochi mesi prima della sua morte, la sua famiglia ha avviato un’azione legale per garantire un riconoscimento ufficiale del rapporto genitoriale.

La sentenza ha accolto la richiesta di riconoscimento giudiziale della genitorialità, fornendo alle bambine accesso a tutte le tutele legali, incluso il diritto a diventare eredi legittime e a ricevere prestazioni previdenziali e assistenziali riservate ai figli di un genitore deceduto.

Il Tribunale ha stabilito che le bambine sono figlie di entrambe le madri, disponendo anche l’attribuzione del cognome della madre intenzionale. L’avvocata Fiore ha commentato che “la sentenza restituisce dignità giuridica a una storia familiare interrotta da una gravissima perdita e riafferma il primato dell’interesse delle minori alla continuità affettiva, identitaria e giuridica.”

1 Comment

  1. Incredibile, finalmente una vittoria per i diritti! È triste che ci sia voluto tanto tempo e anche una tragedia per arrivare a questo. Le famiglie arcobaleno meritano rispetto e protezione legale, non è giusto dover lottare così… ma meglio tardi che mai. Spero che questo segni un cambiamento in Italia!!!

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