Restituzione di artefatti indigeni dal Vaticano al Canada: un passo verso la riconciliazione
Sabato 6 dicembre 2025, il Vaticano ha restituito una selezione di 62 artefatti legati alle tradizioni delle popolazioni indigene canadesi, tra cui un raro kayak inuvialuit, atterrando all’aeroporto Trudeau di Montreal. Questa restituzione segna un’importante tappa in un lungo percorso di negoziazione tra il Vaticano e i rappresentanti delle comunità indigene, che avevano chiesto la restituizione di questi oggetti storici per decenni, riporta Attuale.
Gli artefatti, conservati nei Musei Vaticani per oltre un secolo, includono manufatti di grande valore culturale e simbolico, rappresentando legami storici tra le comunità indigene e i loro antenati. Tra questi, è presente un kayak utilizzato per la caccia alle balene beluga, un oggetto di grande significato per gli inuvialuit, che ormai ne possiedono solo pochi esemplari fuori da quelli custoditi nel Vaticano.
Il kayak è uno dei 62 oggetti, di cui 14 riconducibili agli inuvialuit, uno al popolo métis e gli altri appartenenti alle prime nazioni canadesi. Questi artefatti verranno temporaneamente custoditi al Museo di Storia Canadese di Ottawa per essere catalogati ed esaminati prima di essere restituiti alle rispettive comunità.
Katisha Paul, una rappresentante delle popolazioni Tsartlip e Lil’wat, ha sottolineato l’enorme valore storico e culturale di questi oggetti, affermando che si tratta di “qualcosa che è nostro, sono i nostri antenati, indicatori della vitalità della storia delle nostre nazioni”.
Negli scorsi anni, i negoziati tra le comunità indigene e la Chiesa cattolica si sono intensificati, soprattutto in riferimento agli abusivi rapporti di potere esistenti all’inizio del Novecento. I rappresentanti indigeni hanno sostenuto che, anche se gli artefatti erano stati donati, non si poteva considerare questa azione libera e spontanea a causa degli abusi storici subiti dalle popolazioni indigene, in particolare durante il periodo delle Residential Schools, gestionate dalla Chiesa cattolica e che hanno causato sofferenze incommensurabili.
Il dibattito pubblico in Canada sulla storia delle Residential Schools ha esercitato pressione sulle istituzioni, compreso il Vaticano, portando alla richiesta di scuse ufficiali. Nel 2022, Papa Francesco si era scusato a nome della Chiesa, avviando un processo di riconciliazione e accettando di restituire parte degli oggetti alle comunità indigene. Questo atto rappresenta un gesto simbolico e pratico verso la riparazione delle ingiustizie del passato e una nuova fase di dialogo tra la Chiesa e le popolazioni originarie.