Roma, 8 gennaio 2026 – Il presidente dell’Assemblea del Venezuela, Jorge Rodríguez, ha annunciato oggi la “liberazione di un numero importante di detenuti venezuelani e stranieri”. Rodríguez ha affermato che la decisione è stata presa in modo “unilaterale” dal governo di Caracas con l’obiettivo di “favorire e raggiungere la pace”. Ulteriori dettagli sul numero di prigionieri liberati e le identità degli stessi veranno comunicati in un secondo momento, ha aggiunto Rodríguez. Fonti della Farnesina riferiscono che ci sono buone probabilità che fra i liberati figuri anche Alberto Trentini, il cooperante di 46 anni detenuto in carcere in Venezuela da 419 giorni, riporta Attuale.
Spagna, Brasile e Qatar mediatori
Il rilascio effettivo dei prigionieri avverrà “nelle prossime ore”, riferisce il New York Times. Il giornale El Pais, citando fonti diplomatiche, riporta che ci sono quattro cittadini spagnoli tra i prigionieri che saranno rilasciati. Nel frattempo, il presidente dell’Assemblea venezuelana ha ringraziato l’ex presidente del governo spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero, il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva, e il governo del Qatar per la mediazione che ha reso possibile tale decisione.
Non solo Alberto
Avvenire riporta informazioni raccolte da fonti del governo italiano secondo cui 46 connazionali risultano attualmente detenuti in Venezuela. Fra questi, 28 sono reclusi per presunti reati politici. Alberto Trentini, arrestato il 15 novembre 2024, mentre lavorava per la ong “Humanity and Inclusion”, è uno di loro. Ne restano altri 27, alcuni con doppio passaporto. Dodici, riferisce sempre il quotidiano Avvenire, sono stati portati in carcere dopo le elezioni presidenziali del 28 luglio 2024. Sette sarebbero nel famigerato penitenziario “Rodeo I”, dove sono tenuti in condizioni estreme di isolamento. Altri otto prigionieri “politici” italiani si trovano invece nel cosiddetto Helicoide, in uso al Sebin (il servizio di intelligence nazionale).